Omelia (31-12-2023)
don Roberto Seregni
La Santa Famiglia di Nazaret

Con le feste natalizie è esploso il caldo torrido. Visitando alcune famiglie delle comunità, mi fanno sorridere le spruzzate di neve finta sui presepi o sull'albero di Natale, mentre fuori dalla porta picchia un sole appiccicoso dall'alba al tramonto.
Purtroppo, non è solo l'estate ad essere esplosa. In queste feste natalizie sono "esplose" anche tante situazioni familiari che per mesi erano rimaste imprigionate tra le fauci della monotona quotidianità. Ascolto, prego, cerco di dare - quando è possibile - qualche consiglio e accompagno le fragilità di molte famiglie.
Mentre provo a scrivere qualche appunto per la festa della Santa Famiglia, ripenso alle ultime coppie che hanno bussato alla porta della parrocchia, e mi viene spontaneo pensare che la Santa Famiglia di Nazareth era una famiglia normale. Problemi e gioie, difficoltà e allegrie sicuramente non sono mai mancate tra le pareti della santa casa.
Troppo spesso, forse, dimentichiamo che il primo passo per la santità è la normalità. Per essere santi, prima di tutto, bisogno essere normali.
Normali: fragili e appassionati, innamorati della vita e cercatori di Dio, pieni di domande e di dubbi, ma con la certezza che Lui non si stanca di noi e della nostra miseria. Come Maria e Giuseppe: loro si sono messi in gioco, si sono riprogrammati, hanno letto la loro storia d'amore alla luce della Parola. Maria si apre allo sbaraglio della grazia che nel suo ventre plasma il salvatore e Giuseppe si lascia guidare dall'angelo per scoprire dove e come il Signore lo chiama ad essere collaboratore del suo progetto d'amore.
Cosa possiamo imparare dalla Santa Famiglia?
Da Maria la disponibilità. Siamo troppo rigidi, troppo inquadrati, troppo statici. La nostra anima corre il rischio di ammuffirsi e non ce ne rendiamo nemmeno conto. Maria ci insegna la disponibilità, la leggerezza, l'arte antica e sempre nuova di lasciarsi modellare come argilla dalle mani esperte del Padre.
Da Giuseppe possiamo imparare ad essere collaboratori della grazia. Dovremmo farci una domanda: dove e come il Signore mi chiama a collaborare al suo progetto d'amore? In questo nuovo anno che già si affaccia alle porte, come e dove il Signore mi chiama ad aprire il cammino per suo regno, ad annunciare la sua tenerezza, a costruire dignità per ogni uomo e ogni donna che incrociano il mio cammino?

Che la Santa Famiglia rinnovi in noi il desiderio della santità.
Amen.