| Omelia (24-12-2023) |
| padre Antonio Rungi |
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Maria, insieme a noi, in attesa di Gesù La quarta domenica di Avvento quest'anno coincide con la vigilia di Natale. Ed è significativo che il brano del vangelo di Luca che parla dell'annunciazione a Maria della nascita del Salvatore venga ad accompagnare l'ultimo tratto del cammino spirituale di questo Avvento 2023. Leggiamo infatti da San Luca che "nel sesto mese della gravidanza di Sant'Elisabetta, cugina di Maria, in attesa di Giovanni il Batista, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret. Dio dal cielo invia il suo angelo per parlare e comunicare con Maria le sue intenzioni. Maria era promessa sposa di Giuseppe, membro della casa di Davide e di essa discendente. L'Angelo entra nella casa di Maria misteriosamente e si rivolge a lei con un saluto tutto particolare e importante in merito al contenuto della comunicazione stessa: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te". Gabriele così chiama e definisce Maria: la piena di grazia e l'immacolata. A queste tenere parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. Maria non era ancora entrata del mistero della salvezza e quindi è paurosa e dubbiosa, al punto tale che l'angelo la deve rasserenare dicendo: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio". E questa grazia consiste nel fatto che ella concepirà un figlio, lo darà alla luce e lo chiamerà Gesù". Gesù viene presentato nella sua natura di Figlio di Dio, Sarà grande, sarà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine". Cose sicuramente già note a Maria che come tutte le donne israelite attendeva il Messia, il salvatore. Sembrava tutto assodato e scontato da parte dell'Angelo, ma Maria obietta facendo notare "Come è possibile tutto quello che dice se lei non conosce uomo". La conoscenza biblica è quella relativa al rapporto coniugale. Comprensibile che un figlio nasce dall'unione feconda dell'amore tra una donna ed un uomo. La riposta dell'arcangelo è precisa e non ammette possibilità di replica, in quanto "lo Spirito Santo scenderà su di lei, su lei stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Il concepimento nel suo grembo avviene per opera dello Spirito Santo e non da un rapporto coniugale con il promesso sposo Giuseppe. A conferma di questo intervento di Dio, nel caso particolare, l'arcangelo porta anche l'esperienza di Elisabetta, la sua parente, che nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile. Quindi se è possibile avere un figlio in tarda età a Dio è possibile realizzare ogni cosa, perché tutto è nelle sue mani e nelle sue possibilità. Ecco perché l'angelo replica a Maria che nulla è impossibile a Dio". A questo punto capito il discorso e mossa dalla fede, Maria pronuncia il suo sì ed entra in quel cammino di della nascita del salvatore che avverrà a distanza di nove mesi, secondo le leggi della natura. Il sì di Maria permette a Dio di entrare con un corpo umano nella storia dell'umanità.
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