Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.
La luce è Gesù, che può aiutarmi a rendere la mia vita feconda e quindi bella. Senza questa luce sopravvivo e basta.
Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce.
Giovanni è colui che è testimone della luce, perché è riuscito a vederla in Gesù. Anche oggi tutti sanno che Gesù è esistito, ma non tutti riescono a vedere la luce in lui. Viene chiamato luce, perché può illuminare il mio cammino, aiutarmi a fare scelte giuste e costruttive. E' anche luce perché ci rivela l'identità di Dio come Padre.
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?».
E' molto importante conoscere i propri limiti. Sopratutto se devo decidere cosa fare nella mia vita. Questo mi evita di perdere tempo appresso a scelte sbagliate. Per esempio è inutile che sogni di fare il musicista se non ho il senso del ritmo, o l'architetto, se non so disegnare, o il medico, se non sopporto i malati. Io posso dire di non essere ne forte, ne ricco, ma un povero, bisognoso degli altri. Questa consapevolezza mi aiuta tanto.
Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa».
Diritta vuol dire semplice e facile da percorrere. Giovanni lo dice perché con tutti i precetti che avevano inventato, era diventato un cammino pieno di ostacoli. Anche oggi è importante spianare la via per poter incontrare il Signore nel nostro quotidiano, con una preghiera semplice e spontanea, che ci faccia sentire che il Signore è con noi. Con dei preti e delle comunità parrocchiali accoglienti.
Ma facciamocela anche noi questa domanda, come rispondo? Cosa posso testimoniare? Personalmente posso testimoniare la presenza e la totale gratuità dell'amore di Dio.
E' interessante che ognuno provi a rispondere a questa domanda: Cosa posso testimoniare?
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell'acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
In mezzo a noi sta uno che non conosciamo! Mettiamocelo bene in testa. Dio è colui che non conosciamo e non possiamo conoscere più di tanto, finché siamo in questa carne.
Nel'aldilà lo conosceremo e lo vedremo, ma per adesso non siamo in grado di conoscerlo più di tanto; ma puntiamoci, contemplando Gesù, che ogni giorno può aiutarci a conoscerlo un po' di più. E' un cammino bellissimo, che mi aiuta a conoscere anche me stesso e gli altri, per crescere nella comunione.
Preghiamo affinché il Signore venga nella nostra vita e nelle nostre comunità, per renderle feconde e belle.
Buona domenica