Omelia (10-12-2023)
don Giampaolo Centofanti


La prima lettura di oggi, di Isaia, spiega bene il vangelo di questa domenica. Nei deserti e nelle prove della vita trovare per grazia momenti per un deserto diverso, deserto da questi rumori e affanni, per accogliere la luce consolante, rasserenante, di Dio. Da un lato Dio non lo vediamo, dall'altro non vediamo niente meglio di lui perché solo lui può illuminare, toccare, riscaldare, il nostro cuore aprendolo ad un cammino verso una vita sempre più piena. Dove le valli delle ferite, delle paure, delle prove, sono colmate e i monti dell'ingannevole capire e fare tutto noi, andando per inutili e inefficaci salite, fatiche, vengono resi piani dal semplice lasciarci portare per mano da Dio. Qualcuno può dire che si sente estraneo a tutto ciò, non vede questa vita. Ma sei qui forse Dio ti sta orientando a chiedere la sua luce, chiediglielo. Noi qui parliamo ma in mezzo a noi c'è uno che battezza in Spirito Santo. Invocalo, cercalo, la fede che già ti ha donato ti aiuti ad ascoltare l'esperienza di chi prima di te ha camminato con Dio. A sua volta aiutato da altri, prima di lui. Vi è bisogno di questa preparazione, di questo avvicinamento graduale. Sei sulla strada dove si manifesta gradualmente la gloria, il misterioso potere, di Dio. Nel dolce cammino col pastore che porta sul petto gli agnellini e conduce pian piano le pecore madri.