Omelia (23-07-2023)
don Giampaolo Centofanti


Qui Gesù manifesta tra i vari un aspetto interessante su cui mi soffermo: la zizzania viene seminata dal nemico mentre tutti dormivano. Non si tratta di peccati di qualcuno ma di inconsapevolezze, di un deviare la coscienza ignara delle persone.
Uno dei principali esempi per questi secoli è il razionalismo che svuota di ricerche spirituali, distortamente tecnicizza tutto, orienta a discernere con una astratta ragione invece che a trovare nel cuore, nella coscienza spirituale e psicofisica, in naturale contatto con la luce il vero riferimento di fondo.
Altro punto di confusione è che il razionalismo pervade tutta la cultura occidentale odierna per cui anche riscoprendo il cuore è necessario scoprirlo in contatto con la luce che scende delicatamente, a misura, come una colomba mentre senza la grazia, e tanto più in una cultura intellettualista, si finisce per riferirsi a regole prese meccanicamente, non come semi che portano gradualmente verso il loro compimento. Così ci si accusa, scoraggia, si sente Dio lontano... Si è indotti a fare cose, a fare i bravi ma il cuore non può aprirsi davvero, non si trova sé stessi.
Su queste scie possono proliferare tanti altri inganni: tutti la pensano così, fare da soli, credere solo a ciò che si vede (ma cosa si vede? La vita è un mistero)... Tante cose confondono le persone e deviano il loro cammino, senza che vi sia una loro chiusura consapevole e volontaria.
Come uscirne? Qui possiamo gettare appunto semi ma non risolvere a tavolino, proprio come dice Gesù in tale brano. È nella vita vissuta che lui prende per mano e fa maturare gradualmente strade nuove, le astrazioni come detto ingarbugliano sempre più.