| Omelia (16-07-2023) |
| don Roberto Seregni |
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Il seminatore uscí a seminare Mentre leggo e medito la bellissima parabola del seminatore, sento una vocina che mi dice: "Oggi ne hai proprio bisogno!". Sì, è proprio così: questa parabola è una ventata di passione e di fiducia che spazza via la stanchezza e libera da tante delusioni e frustrazioni. Questa parabola parla di Gesù e del suo ministero, ma parla anche di noi, di come dovremmo seminare la Parola di Dio senza farci prendere dallo sconforto, senza cadere nella tristezza quando i nostri progetti non lievitano come noi vorremmo. Leggendo la parabola può sorprendere che il seminatore getti il seme in terreni dove è ovvio - almeno secondo la nostra visione - che le condizioni non siano di certo ideali per una buona raccolta. E questo è un primo messaggio della parabola: la Parola è per tutti. Gesù, infatti, non si è rivolto solo ai buoni, ai migliori, ai più interessati all'ascolto della Parola o all'annuncio del Regno. Gesù non è andato a colpo sicuro, lui si è rivolto a tutti. E la sua missione non è stata certa coronata sempre da successi e applausi, altrimenti non sarebbe morto trentenne inchiodato a una croce. Gesù non è arreso davanti ai fallimenti e alle delusioni, Lui ha continuato la sua opera fino alla fine. Ma c'è anche un secondo messaggio importantissimo: l'assoluta fiducia nell'efficacia della Parola. Nel terreno buono frutta il cento, il sessanta o il trenta: secondo gli studi degli esperti, con le tecniche di lavoro di quel tempo, un sacco di semi poteva darne al massimo undici o dodici. La proporzione della parabola, quindi, è davvero smisurata, inverosimile. Il maestro vuole darci la certezza che la sua Parola, se è accolta, amata e vissuta, dà frutti straordinari e imprevedibili! È un invito alla fiducia. La parola da frutto, sempre. Mentre rileggo questa breve riflessione, mi viene spontaneo pensare che Gesù ci abbia lasciato in eredità la parabola del seminatore ma non quella del raccoglitore. Il maestro sa che a tutti piace raccogliere frutti, ma non tutti sono disposti a seminare. Questo piccolo dettaglio dovrebbe liberarci un po' dall'ansia del raccolto, dei numeri, delle quantità e delle statistiche... La Chiesa di Gesù non ha bisogno di raccoglitori ansiosi e stressati, ma di seminatori infaticabili e misericordiosi. don Roberto Seregni Se vuoi conoscere un po' di piú le parabole, mi permetto di consigliarti il mio libretto: Risillabare le parabole, edito con Áncora |