Omelia (07-05-2023)
padre Gian Franco Scarpitta
Per non perdere il posto

Ancor prima di finire in pasto ai suoi aguzzini, quando ormai il Maligno ha insidiato l'animo di Giuda il traditore, Gesù pronuncia un discorso di comminato nel quale annuncia la sua dipartita dai suoi, ma assicura che essi non resteranno soli. Effonderà infatti lo Spirito Santo che spiegherà loro ogni cosa, abilitandoli alla missione alla comunione, ma da' loro anche la certezza che essi prenderanno parte della sua comunione con il Padre. Andrò a prepararvi un posto... Dove io vado conoscete la via. Sono tutte espressioni che possono compendiarsi così: io torno al Padre, tuttavia non vi lascio soli né abbandonati perché, attraverso di me, anche voi avrete accesso alla comunione con il Padre e parteciperete di questa comunione. Cristo, Figlio di Dio, nello Spirito Santo vive da sempre in simbiosi comunionale con Dio Padre. Lo Spirito Santo realizza ab aeterno questa Comunione nella sostanza fra i Due. Cristo è però per noi anche "via, verità e vita", luogo ed evento attraverso il quale anche noi nello Spirito Santo possiamo giungere a Dio Padre, conoscere la verità, vivere la vita piena e in questa duplice dimensione perseverare.
In Cristo ogni uomo trova il luogo al quale approdare per giungere alla conoscenza di Dio, poiché vedendo lui si vede anche il Padre (Dei Verbum 2), ma grazie allo Spirito Santo questa conoscenza per noi non è astratta né intellettuale, che chimerica. E' una concreta esperienza dell'amore di Dio nei nostri confronti, una consapevolezza sempre più palesata che in Cristo siamo stati tutti quanti raggiunti da Dio gratuitamente con la sola motivazione del suo amore, che siamo stati prediletti e ciascuno è prezioso come figlio nel Figlio. Siamo quindi risollevati, confortati e spronati alla conversione che procede appunto dall'amore di Dio (Rm 2, 4), alla fiducia e alla speranza e questo ci mette in rapporto costante con la verità e diviene per noi criterio di vita.
Conoscere Gesù e vivere di lui vuol dire incontrare Dio, familiarizzare con lui in confidenza, intimità e semplicità e nell'eseguire quanto Cristo ci chiede siamo certi di non mancare nei confronti di Dio Padre per vivere appieno la vita.
Grazie a Gesù, tutti possiamo avere un posto assicurato nella relazione con il Padre e sempre grazie a lui, che è via, verità e vita, possiamo vivere da figli di un unico Padre.
Gesù stesso nelle parole rivolte ai suoi discepoli con estrema franchezza e profonda familiarità ci rivela peraltro il vero volto di Dio, ben lontano dal giudice severo e distaccato che certe mentalità pretenderebbero: il Dio rivelatoci da Gesù è in se stesso Amore e Comunione, reciproca donazione nelle tre Persone che nella sostanza si equivalgono ma che nella singolarità e personalità si distinguono: Padre, Figlio e Spirito Santo si appartengono l'un l'altro e l'un l'altro si donano dall'eternità. Gesù dice di essere nel Padre e che il Padre è in Lui e ambedue formano una cosa sola in forza dello Spirito Santo.
In questa relazione siamo coinvolti anche noi, per mezzo di Cristo che è la via, la verità e la vita. Aderire a Cristo e fare ogni giorno la sua volontà vuol dire entrare in relazione con Dio Padre grazie allo Spirito per vivere anche noi una vita trinitaria, all'insegna dell'amore e della condivisione.
Una vita divina di fede, di speranza e di carità che va condivisa e alimentata costantemente, anche in presenza di minacce alla coesione e alla concordia quali capitavano nella gestione delle mense e degli alimenti destinati ai bisognosi: i neofiti di provenienza pagana si vedevano discriminati ad opera dei cristiani provenienti dal Giudaismo, che a loro volta sembrerebbero prevaricare o vantare privilegi su di loro. I cristiani di matrice ebraica anche in altre occasioni ostentano una peculiare supremazia rispetto agli altri. Cosa che a dire il vero non è nuova e che si riverbera non di rado anche nelle nostre comunità o parrocchie, quando taluni si ergono a giudici degli altri o quando chi possiede un ruolo o una posizione ne diventa padrone o dominatore in assoluto. E non di rado si formano gruppi, fazioni, divisioni che rovinano l'assetto delle nostre stesse comunità.
Occorre allora che si ricorra da parte di tutti all'umiltà e alla conversione affinché non venga vanificata la grazia di Cristo e perché non possiamo perdere quel "posto" che Gesù ci ha guadagnato nell'ottica della comunjone con il Padre. Fortunatamente lo Spirito Santo valica le nostre limitatezze e provvede nel modo più congeniale, come descrive lo stesso libro degli Atti. Lo Spirito provvede qui all'istituzione di sette persone qualificate che svolgano esclusivamente quel ruolo di dispensieri che gli apostoli non possono esercitare per via della Parola, in modo che il ministero della diaconia possa apportare frutti di carità operosa ed estinguere ogni insinuazione e pettegolezzo. Lo Spirito incide positivamente nella comunità e in ciascuno afinché si possano superare liti, discordie, gelosie e perché si possa continuare a gioire del "posto" di comunione realizzata con la stessa Trinità.