Omelia (07-05-2023)
don Michele Cerutti
Vado a prepararvi un posto

Qualche giorno fa dopo la benedizione di una urna al cimitero qualcuno si domandava chissà che cosa c'è di là. Un'altra persona rispondeva nessuno è venuto a spiegarci cosa succede dall'altra parte.

C'è questa espressione che fuga ogni dubbio e il Vangelo la presenta questa domenica: "Vado a prepararvi un posto". In una vita segnata a volte da gioie altre volte da sofferenze questa affermazione di Gesù è consolante.

"Vado a prepararvi un posto" mi sento risuonare in questi giorni dove alcune persone che conosco sono segnate dalla malattia.

Il nostro camminare su questa terra ha una meta a cui dobbiamo guardare. Lo abbiamo sentito nel giorno di Pasqua quando Paolo affermava ad una delle comunità: "Guardate le cose di lassù".

Vuol dire camminare guardando bene la realtà che ci circonda, ma nello stesso tempo senza dimenticare che siamo indirizzati verso una dimensione Altra che non è ignota, ma è predisposto da chi ci ha dimostrato il suo Amore donandosi completamente.

A noi è chiesto di crescere nella fede e nella carità per assicurarci questo posto.

Sulla carità la Chiesa sta muovendo i suoi primi passi e assistita dallo Spirito procede a configurarsi nel servizio ai fratelli. L'assistenza alle vedove diventa un nodo cruciale.

Le comunità ebraiche che vivevano in Grecia vedono molti anziani emigrare negli ultimi anni della loro vita a Gerusalemme e attendere lì le tappe finali della loro esistenza. Tra questi vi sono quelli che si convertono alla fede cristiana. Una volta deceduti molti lasciano le loro mogli vedove e allora inizia a esserci il problema di assistenza. Così anche nelle comunità cristiane questo problema si fa sentire nella sua portata.

Certo tale servizio richiede un'organizzazione attenta che però richiede molto tempo che occorre sacrificare alla predicazione.

Gli apostoli pressati, tuttavia, da queste richieste ravvisano la necessità di mettere a disposizione delle figure preposte che vengono definite diaconi.

Sono chiamati nel gestire la carità in senso più materiale.

La preoccupazione della Chiesa già nei suoi primi passi è gestire la dimensione di attenzione ai fratelli senza per questo divenire una ONG, ma per essere invece specchio dell'amore di Dio.

Nella domenica in cui siamo invitati a pregare per le vocazioni sosteniamo i diaconi ovvero coloro che fanno un servizio importante nella Chiesa che tramuta in Carità la predicazione.

Essi sono chiamati essenzialmente a questo, ma nello stesso tempo affiancano anche nell'annuncio i discepoli, come ci indica gli Atti degli Apostoli nelle pagine che seguono.

Perché la carità non è un aspetto orizzontale, ma diviene sempre accompagnato dalla predicazione perché rende quest'ultima più concreta.

La realtà della diaconia diventa quindi la cartina tornasole della nostra fede e ci aiuta a proclamare le meraviglie che il Signore compie.

Abbiamo pregato domenica scorsa per le vocazioni in questa domenica preghiamo perché nella Chiesa non manchino mai diaconi nel servizio della Carità e della predicazione.