Omelia (11-06-2023)
CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)
Commento su Gv 6,51-58

La festa del Corpus Domini è la festa del Corpo del Signore, è la festa dell'Eucaristia.

Il senso teologico di questa festa, in onore dell'Eucaristia, può essere sia sintesi dell'intero anno liturgico che mistero di tutta la storia della salvezza, "le cui origini sono dall'antichità" (Mi 5,1) e la sua realtà sarà fino "alla fine del mondo" (Mt 28, 20), perché Cristo è "l'Alfa e l'Omega, il Primo e l'Ultimo, il Principio e la Fine" (Ap 22, 13).

Normalmente la celebrazione del Corpus Domini si festeggia sessanta giorni dopo la Pasqua, ossia il giovedì dopo la festa della SS. Trinità, ciò nei paesi dove è festa di precetto; dove, invece, non è festa di precetto, si posticipa alla domenica successiva, come in Italia dal 1977.

Nella memoria dell'Ultima Cena, Gesù, secondo il Vangelo di Luca, scritto intorno al 70 d.C.: "Prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me. Allo stesso modo, dopo aver cenato, diede loro il calice dicendo: questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è versato per voi".

Direbbe San Paolo: questo è un grande mistero.

Un grande mistero racchiuso in due parole: transustanziazione e consustanziazione!

Incominciamo a dire che la consustanziazione sta a indicare che nel pane sopravvive la sostanza del pane, che cioè quel pane, ontologicamente, è sempre pane e assieme c'è il Corpo di Cristo; la transustanziazione è invece sostenere che la sostanza, ontologicamente, è solo quella del Corpo di Cristo...bel rompicapo.

Possiamo affermare che nella prima affermazione potrebbe configurarsi una forma di cannibalismo, potendo applicarla a qualunque cibo, mentre nella seconda non abbiamo la forma cibaria umana, ma un cambiamento materiale totale che l'azione compie esternamente, ma bensì interiormente nello spirito e nella psiche relazionale.
Cristo dice: sono qui, sono qui tutto per voi, mangiate e bevete di me, ogni giorno, ma mangiando e bevendo ogni giorno di quel cibo non potremo vivere senza di Lui, ogni giorno ci troviamo ad esclamare "Signore mio e Dio mio", rimanendo avvolti in un mistero, sacro.

Ricevere il Corpo e il Sangue di Cristo è sperimentarlo vicino a noi, avere in noi il suo Spirito, per poter così dire "Amen" alla nostra storia, perché la Sua presenza annulla tutte le ansie, guarisce le paure, scaccia i dubbi e ci apre al Cielo: «Ogni volta che mangiate questo pane e bevete al calice, annunciate la morte del Signore, finché egli venga», ascoltiamo oggi da San Paolo.

E allora la bellezza del silenzio che ci parla attraverso quella piccola-grande ostia che viene esposta per saziarci del dialogo con Lui.

Entrare in un luogo dove è esposto, meglio se spoglio di orpelli, e nella misteriosità del silenzio-colloquio, cerco di capire cosa Lui vuole da me, o meglio capire cosa posso io dare a Lui, visto che Lui ci ha donato tutto.


DOMANDA

Come singolo, come coppia, come famiglia, come comunità ho la capacità di accostarmi all'Eucarestia facendo silenzio per accogliere Cristo dentro di me?


Claudio Righi