Omelia (16-04-2023)
CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)
Commento su Gv 20,19-31

Un racconto in tre tempi nel vangelo di questa domenica. Tre tempi, tre sentimenti molto diversi.

In un primo momento domina la paura, il timore, la sfiducia tra i discepoli: le porte chiuse, sbarrate, per proteggersi da tutto il mondo che li circonda (tentazione anche per noi qualche volta? tante notizie che ci assalgono ogni sera nei telegiornali, tanti avvenimenti degli ultimi anni... scivolare verso la chiusura ed il pessimismo?).

Che contrasto con il giorno in cui tutto accade: la domenica, il primo giorno della settimana, la nuova creazione... Il giorno della speranza di una nuova creazione. Allora come oggi il significato della domenica.

Ma Gesù non li lascia (non lascia neanche noi dopo 2000 anni...) in una condizione così disperata: Gesù viene, Gesù è vivo, va incontro alle paure dei discepoli (alle nostre paure...) Gesù è vittorioso sulla morte, Gesù nonostante tutto ha fiducia nei discepoli (anche in noi che proviamo ad essere discepoli...) e dice a tutti: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Li manda fuori, lontani dalle loro paure, verso un mondo che ha bisogno di loro (di noi...) per andare verso la pace, verso un vita che abbia veramente senso di essere vissuta. E' la gioia, lo Spirito Santo che invade la scena, la vita dei discepoli, invade il mondo, vince la guerra, gli odi, i conflitti, i contrasti, gli egoismi privati e pubblici...

Quanto è necessario anche oggi! Lo Spirito Santo è' il dono di amore di Gesù, lo ho lasciato per sempre, per tutti gli uomini di tutti i tempi.

Ma nel secondo tempo del racconto, il tono cambia, si fa di nuovo buio, diventa il racconto del "no". Cinque "no" pesanti come macini: non era con loro, se non vedo nelle sue mani..., se non metto il dito..., se non metto la mia mano..., io non credo. La forza delle resurrezione si scontra con il rifiuto. Finisce tutto qui, contro il muro del "no"?

No... La gioia provata con Gesù vivo in mezzo a loro è troppo grande: "Abbiamo visto il Signore!" Rimani con noi, rimani nella comunità, proviamo insieme a vivere quello che Gesù ci ha detto!

E così si sfocia nel terzo tempo: Gesù non si ferma neanche davanti ai nostri "no", ritorna sempre, ci riprova con loro e con noi in tutti i modi. In mezzo alla comunità di fratelli e sorelle che provano a vivere il comandamento dell'amore si rende presente, non ci abbandona. Insieme possiamo a provare ad arrivare a dire la frase più bella di tutto il vangelo: "Mio Signore e mio Dio!". Il discepolo (noi...) che finalmente riconosce il dono di amore infinito...

I discepoli (noi...) adesso possono andare verso il mondo, fuggire dal timore, vivere la vera missione di portare a tutti la gioia, la creatività, la capacità di perdonare, la compassione verso la sofferenza, la condivisione verso chi è più sfortunato,...

Ecco la missione che Gesù ha lasciato da compiere ai discepoli, di tutti i tempi e di tutti luoghi, a noi, che tentiamo, che proviamo ogni giorno ad essere discepoli... a patto di vivere insieme, come una comunità di fratelli e sorelle che si amano.


Revisione di vita

- I cinque "no" di Tommaso: abbiamo paura della contraddizioni in noi stessi, all'interno della nostra famiglia, delle nostre comunità? Possiamo superarle insieme? La contraddizione può essere vinta se siamo sinceri (un po' come Tommaso...)?

- Paura del mondo che ci circonda: riconciliarci con noi stessi, con la situazione odierna, leggere alla luce del Risorto le vicende dei nostri tempi. Ci proviamo insieme ai nostri fratelli e sorelle?

- Non staccarsi dalla comunità, nonostante tutto, anche se sembra di non essere capiti, di non trovarci in sintonia. Come lavorare insieme anche con chi la pensa diversamente da noi?


Valter e Paola - CPM GENOVA