Omelia (02-04-2023)
padre Antonio Rungi
L'ingresso trionfante di Gesù a Gerusalemme per celebrare la sua Pasqua

Con la Domenica delle Palme, che celebriamo oggi, entriamo nel vivo del mistero della passione, morte e risurrezione di nostro Signore Cristo. La Pasqua vera celebrata da Cristo nella città santa, Gerusalemme, inizia oggi quando viene accolto in modo festante e trionfante. La liturgia di questa importante e sentita domenica del calendario liturgico cattolico ci presenta un duplice volto: quello della gioia con l'ingresso di Gesù in Gerusalemme e quello della sofferenza che saremo invitati a meditare meditante la lettura del racconto della passione di nostro Signore Gesù Cristo. I due testi del Vangelo uno viene letto all'inizio della benedizione delle palme e l'altro nel corso della celebrazione della parola.

Il Vangelo di San Matteo ci descrive per sommi capi quello che accadde a Gesù quando, completato il suo cammino per la Palestina si diresse decisamente verso il luogo che lo avrebbe visto crocifisso e risorto. Nella città santa ove si consuma la gioia, il dramma e la gloria del nostro Redentore.

La gioia perché è accolto dalla folla, tra l'altro numerosissima, che a mano a mano passa Gesù su un'asina e alternativamente su un puledro stendeva i propri mantelli sulla strada, per rendere accogliente ed ospitale quel solenne ingresso del Re e Messia, e quindi con tutti gli onori che si dovevano manifestare in questa circostante.

Parimenti altre persone che stavano in attesa del Signore tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada.

Mantelli e palme due simboli dell'ingresso di Gesù in Gerusalemme che indicano due aspetti importanti della sua venuta e missione tra noi, dai quali dobbiamo apprende e farne tesoro: il servizio e la pace. Non sono venuto per essere servito, ma per servire, lo aveva detto tante volte per illustrare ai suoi discepoli ed ascoltatori che la sua regalità è quella del dono e del sacrificio e parimenti, questo servizio deve avere una finalità ben precisa quello della pace con Dio, con gli altri e con il creato.

La palma che oggi, una volta benedetta, portiamo ai nostri cari, amici, conoscenti, anche ai nostri avversari e soprattutto sulla tomba dei nostri cari vuole esprimere il profondo desiderio che tutti alimentiamo nel nostro cuore e nella nostra vita: essere in pace con tutti e riconciliarci con chi siamo in contrasto e in guerra. E allora mai come in questa domenica delle Palme 2023 vogliamo idealmente inviare la nostra palma virtuale a tutti i belligeranti della terra che oggi si fanno guerra e minacciano distruzioni di massa e dell'intera umanità con le armi nucleari. Entriamo a far parte del popolo di Gerusalemme che con gioia precedeva e seguiva Gesù gridando forte «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!». Il Signor venga in mezzo a questa umanità turbata da angosciata da pensieri che non la fanno vivere in pace e Lui che tutto può presso il Padre ottenga a noi che fermamente crediamo nel suo messaggio di pace quella conversione all'unità e all'armonia in tutto il mondo, che Egli è venuto a portare con il sacrificio della sua vita di uomo e di Figlio di Dio. Cosa che ascolteremo dal testo del racconto della passione di Cristo secondo san Matteo, che costituisce l'altro aspetto, quello della sofferenza e del dolore, in questa singolare celebrazione annuale della domenica delle palme.

Preghiamo in questi giorni santi della settimana maggiore perché la Pasqua porti a tutti pace e tranquillità e nessuno uomo muoia o soffra a causa di un altro uomo, lontano da divino e dall'umano. Continuiamo a pregare per il Santo Padre, Papa Francesco, perché Si ristabilisca presto in salute come fanno ben sperare le notizie che arrivano dal Vaticano.

Con il nostro pensiero e la nostra mente ritorniamo in quella città a distanza di pochi giorni per assistere al dramma che si consumerà con la morte in croce del Figlio di Dio, condannato a morte mediante il patibolo della croce, in cui un ruolo avrà anche il popolo sobillato dai notabili della città nemici di Cristo, oppositori di Cristo.

Ma come ben sappiamo in questa stessa città santa, ultima tappa della missione terra del Signore, si celebrerà con la vittoria della vita sulla morte e la risurrezione su tutti i sepolcri imbiancati e sterili di questo mondo. Egli è il Risorto, dopo essere stato l'amore crocifisso come ci ricorda poggi la lettura del Passio su cui è bene meditare a lungo e capire il messaggio in esso racchiuso.