| Omelia (26-03-2023) |
| padre Antonio Rungi |
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Lazzaro è riportato in vita da Gesù Il Vangelo della quinta domenica di Quaresima ci presenta il miracolo di Lazzaro, riportato in vita da Gesù. Prefigurazione del mistero della Risurrezione del Signore, questo miracolo viene classificato come risurrezione di Lazzaro, ma in realtà è soltanto un ritorno alla vita terrena di un essere umano deceduto da quattro giorni e già in fase di decomposizione. La risurrezione che Cristo celebra con sua Pasqua è quella definitiva perché il corpo di Gesù assume i connotati dell'eternità, mentre la risurrezione di Lazzaro è solo un fatto temporaneo e non eterno e definitivo. Tanto è vero che Lazzaro terminato il corso terreno della sua esistenza muove definitivamente ed è anche lui in attesa della risurrezione finale, quando i corpi mortali risorgeranno a vita nuova. Questo brano del vangelo di San Giovanni come quelli precedenti non fanno altro, in questo contesto quaresimale, a preparaci al mistero della morte e risurrezione del Signore. Sono testi propedeutici e pedagogici di formazione della mente e del cuore del credente ad accogliere il Cristo nella sua umanità e nella sua divinità. Il bellissimo dialogo che intercorre tra Gesù e Marta di fonte alla morte del fratello Lazzaro ci fa capire quanta fede c'era in questa donna al punto tale che dice se tu fossi stato qui mio fratello non sarebbe morto. Una professione di fede nel Cristo che dona vita, oltre la stessa vita terrena, una professione di fede che afferma che egli risorgerà nell'ultimo giorno. A quel punto Gesù si presenta come colui che è la risurrezione e la vita. Per cui se uno crede in Lui, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in Lui, non morirà in eterno". Gesù propone a Marta una via certa di soluzione al problema della morte e del dolore. E chiede a Marta: credi a quello che ti sto dicendo?. Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Marta è convinta più che mai che davvero Gesù è il Dio della vita e non della morte. Quello che accade dopo non è altro che questa conferma di una verità di fede fondamentale. Gesù riporta in vita Lazzaro suo amico e di fronte al suo sepolcro si commuove, piange, dimostrando la sua vera umanità che è sensibile al dolore, all'amicizia e ai valori più alti della vita. Tutto ciò che Gesù compie davanti al sepolcro del suo amico Lazzaro, ci fa pensare a tutto quello che succederà nel momento in cui Gesù risorgerà da morte, senza che qualcuno vada a togliere la pietra, ma sarà la forza della vita e far aprire la pietra del sepolcro di Gesù. Quindi Gesù ordina di togliere la pietra davanti al sepolcro di Lazzaro. Marta segue con attenzione tutta la scena e ricorda a Gesù che il morto manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni», quasi a volergli ricordare che ormai con c'è più nulla da fare. Ma Gesù replica a Marta: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Quindi si procede secondo la volontà e la decisione del Maestro e gli inservienti tolsero la pietra. Il sepolcro è ormai senza ostruzione. A questo punto Gesù, come sempre prima di compiere un miracolo, si pone in preghiera, alza gli occhi al cielo e pronuncia queste parole: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l'ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Gesù prega perché chi gli sta vicino possa riconoscerlo per il Figlio di Dio e non per un guaritore o un mago che fa prestigi. Conclusa la breve preghiera ed orazione Gesù gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». L'ordine dell'autore della vita sulla morte viene subito eseguito. Infatti, il morto uscì, nello stesso modo in cui era stato sepolto e cioè con i piedi e le mani legati in bende, e il viso avvolto da un sudario. Una volta fuori da sepolcro Gesù ordina di liberarlo e lasciarlo andare. Il miracolo è completato e la morte ha lasciato spazio nuovamente alla vita. Il fatto prodigioso al quale avevano assistiti dei Giudei che erano venuti da Maria, contrariamente ad altri miracoli compiuti da Gesù ha una risposta di fede immediata in seguito a ciò che egli aveva compiuto. Come tutti i miracoli che Gesù compie anche questo ha una finalità precisa quella di suscitare la fede e la fiducia in Colui che è Figlio di Dio, il Redentore e il Salvatore dell'umanità. Lasciamoci toccare dalla luce della fede e apriamo il nostro cuore ad accogliere con generosità e totalmente il messaggio di Cristo che nel riportare alla vita il suo amico fraterno Lazzaro ci indica la meta finale della nostra esistenza terrena che è la risurrezione e la vita senza fine. |