Omelia (26-03-2023)
don Domenico Bruno
L'amore tiene in vita

Il ciclo battesimale dell'anno A che stiamo vivendo ci porta a leggere tutti i vangelo che parlano dell'importanza del Battesimo: acqua che purifica e dona vita. La Quaresima, infatti, è un tempo di purificazione in attesa della Vita in Cristo.

Se il tempo di purificazione non è vissuto come una vera e propria preparazione, infatti, si rischia di arrivare al giorno di Pasqua e sentirlo come un normale giorno di festeggiamenti che procurano più ansia che sentimenti di fede.

La fede nasce dall'adesione a Cristo che mi ha fatto sperimentare la vita non solo dopo una prova, dopo una delusione, dopo uno scoraggiamento, ecc., ma anche durante un momento celebrativo in cui, dopo tanto impegno, ho sentito la presenza di Dio che mi infondeva forza.

La risurrezione di Lazzaro, ad esempio è un'esperienza che non riguarda solo quell'uomo, ma tutti coloro che hanno veduto chi è Cristo. I miracoli sono per chi è pronto a riconoscerli e per cui il Signore sente la propensione a cambiare vita. Ecco che compie un segno affinché gli indecisi decidano definitivamente di credere, altrimenti "non crederebbero nemmeno se uno risorgesse dai morti" (cfr. Lc 16,19-31).

Questo episodio è preludio di ciò che avverrà allo stesso Gesù, è la Speranza nella quale siamo chiamati a vivere la fede in Gesù, è l'invito a sentirsi figli di un Padre che vuole vita. Da qui l'esortazione del Signore a "togliere la pietra" dell'incredulità, a "liberare e lasciare andare" l'uomo vecchio che non riesce a vedere oltre a morte e a "venire fuori" per riconoscere e annunciare le meraviglie che il Signore compie in ciascuno (cfr. Gv 11, 3-45).

È interessante che Marta (quella che era sempre dedita al fare cose rispetto a Maria che invece contemplava ciò che il Signore diceva) dica a Gesù: "so che risorgerà nella risurrezione dell'ultimo giorno". Marta sa le cose della fede in modo generico e dottrinale, ma non ha fatto esperienza di Gesù in modo così profondo da credere ciecamente in lui: lo ha sentito parlare, ma non lo ha ascoltato, cioè conosciuto in modo profondo da fidarsi davvero.

La maggior parte dei cristiani è così: non conosce il Signore, sa qualcosa di Lui, per questo c'è molta incredulità e incapacità di "vedere" ciò che opera.

Solo chi riconosce la presenza di Dio nel quotidiano potrà vedere la risurrezione.
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