Omelia (19-03-2023)
don Michele Cerutti
E passando vide un uomo ch'era cieco fin dalla nascita

La scena che ci viene raccontata è all'interno della festa delle Capanne e si ambienta a Gerusalemme.

Questa festa vuole ricordare al popolo di Israele l'esperienza del deserto quando gli israeliti vivevano nelle capanne.

L'incipit di tutta la storia la troviamo al termine del capitolo ottavo.

Gesù fugge dal Tempio dove c'è un tentativo di sottoporlo a un linciaggio ad opera di giudei che inizialmente apprezzavano il Maestro, ma quando si alza l'asticella della proposta di fede e si inizia a mettere in discussione alcune false certezze allora si prendono distanze e non solo si tende a soffocare colui che si esprime ed ecco pronta l'occasione di lanciare dei sassi e coprire sotto i detriti la verità.

Il capitolo 8 si era aperto proprio con un altro tentativo di linciaggio nei confronti dell'adultera rea per i farisei del reato di prostituzione e Gesù l'aveva salvata dalla condanna di quegli stessi che probabilmente avevano avuto rapporti con lei.

Famosa è la frase: "Chi è senza peccato scagli la prima pietra". Davanti a questa provocazione la scena che si vede è quella di uomini che se ne vanno. Rimasero la misericordia e la misera ci direbbero i Padri.

Gesù riesce a fuggire dal linciaggio perché non era giunta ancora la sua ora.

Nei Vangeli di Pasqua sappiamo che i discepoli si erano rintanati, dopo gli eventi della Passione, per paura dei giudei, mentre Gesù, in questa circostanza, non prova nessuna paura e prosegue il suo ministero pubblico.

Quello che colpisce è che il Maestro si accorge di questo uomo cieco dalla nascita non si fa prendere dal problema di essere inseguito.

I poveri vivono solitamente ai margini della strada, eppure, nella confusione di quei giorni a Gerusalemme Gesù si accorge di questo tale.

Il cristiano ha il compito di guardare laddove gli uomini e le donne di sempre non volgono lo sguardo.

Ciò che è reietto e disprezzato è prezioso agli occhi di Dio.

Quando entra a Gerico un cieco Bartimeo continua a implorare aiuto e la folla tende a soffocare questo grido, ma Gesù si fa prossimo a questo fratello perché ciò che per gli uomini è una briciola è preziosa a Dio.

Da questo incipit iniziale, del brano evangelico del cieco nato, impariamo uno stile quello dell'attenzione e questo costituisce un grande insegnamento.

La cultura dello scarto ci impedisce di entrare in questa logica, ma Gesù ancora una volta scombussola il tutto.

Il clima di festa non deve escludere nessuno e già con questa attenzione respiriamo area di paradiso dove coloro che sulla terra hanno vissuto ai margini ora sono i protagonisti della salvezza.

Che bello allora accostarsi a ogni fratello nel bisogno sapendo che questo è gradito a Dio più di tanti sacrifici e trovando proprio in Gesù il riferimento.

E' proprio vero che la storia della salvezza passa dall'incrocio di sguardi quelli che noi abbiamo per Gesù e quelli che Lui ha per noi. Ogni relazione passa prima di tutto da questa capacità del Maestro di saper leggere il nostro volto e i nostri bisogni.

La Madonna ci offre, nelle famose nozze di Cana, una lezione perché ancor prima che i commensali denunciano la mancanza di vino è lei stesso a percepirne il bisogno scrutando lo smarrimento nei loro volti.

Lei sicuramente questo esercizio accanto a Gesù lo ha compiuto.

Riusciremo anche noi tutti se siamo in grado di essere compagni di Gesù accostandoci alla Scrittura e lasciando parlare Lui. In questo modo siamo in grado anche noi di avere quello sguardo aperto sul mondo posando i nostri occhi su ciò che gli uomini considerano insignificante.

Allenarsi a questo sguardo diventa indispensabile perché come ha detto Giovanni Paolo II, nel corso del suo pontificato, nell'ambito della visita alla struttura per disabili di Via Aurelia Antica dell'Opera don Guanella: E' cosa facile innamorarsi della bellezza visibile; è una cosa difficile innamorarsi di una mancanza della bellezza, scoprire la bellezza sotto la sua mancanza, sotto il suo contrario. Per questo ci vuole una carità specialmente acuta, specialmente penetrante, specialmente grande, eroica.

L'augurio che ci si può concedere l'uno all'altro, in questa Quaresima che procede inesorabile è un innamoramento vero del cuore.