Omelia (19-03-2023)
Casa di Preghiera San Biagio FMA
Commento su 1Sam 16,1.4.6-7.10-13; Sal 22; Ef 5,8-14; Gv 9,1-41

La liturgia di questa IV domenica, invita noi a rallegrarci e gioire, perché la nostra madre Chiesa, ci sazia di consolazioni, in quanto redenti da Gesù Cristo, l'Unigenito Figlio Dio, nato, secondo la carne da Maria di Nazaret.

Con l'unzione battesimale l'uomo peccatore rinasce a nuova vita: la vita cristiana. Questa vita è un lungo catecumeno: una crescita lenta della luce, ricevuta nel Battesimo, che risplenderà con pienezza, con la seconda venuta del Cristo, luce del mondo.

Questa domenica è caratterizzata da due segni catecumenali: " la luce" e " l'olio", segni ricorrenti nella liturgia battesimale, comò lo è stato "l'acqua" la scorsa domenica, perché si proclami con convinzione " credo" durante la veglia Pasquale.


La prima delle tre letture della liturgia odierna della parola, è tratta dal sedicesimo libro del 1 Sam. In essa è narrato l'episodio della consacrazione di Davide a re d'Israele, per ordine di Dio: " ti ordino di andare da Iesse il Betlemita, perché tra i suoi figli Ho scelto un re. Samuele, tenendo presente il criterio dell'agire di Dio: " Io non guardo ciò che guarda l'uomo", riempie d'olio il suo corno e parte.

Nessuno dei figli di Iesse, in quel momento presenti a Betlemme è il prescelto da Dio, per essere unto. Pertanto l'uomo di Dio chiede a Iesse: " Sono qui tutti i tuoi giovani?". Alla risposta che mancava il più giovane occupato " a pascolare il gregge". Senza esitare Samuele ordina: " manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto". Giunto Davide il Signore ordina al profeta di ungerlo in presenza dei fratelli.


Il Salmo della liturgia odierna, con molta probabilità, veniva studiato a memoria dai catecumeni agli inizi del cristianesimo, perché contiene i segni tipici dell'iniziazione cristiana. L'acqua del battesimo ( ad acque tranquille), l'olio crismale ( cospargi di olio pilo mio capo), la mensa eucaristica ( davanti a me prepari una mensa).


Nella seconda lettura, Paolo di Tarso, nella lettura proclamata, ci presenta la dottrina del battesimo e le conseguenze di apparenza alla Chiesa. Egli non esita ad affermare, che, chi è diventato discepolo di Cristo, è passato dalle tenebre alla luce: luce di cui tutti i battezzati sono figli, perché testimoni del figlio del falegname di Nazaret, in quanto da lui illuminati. Perciò non ci possiamo e non dobbiamo addormentarci fingendo di dimenticare.


Il Vangelo, che abbiamo ascoltato, ci riferisce che Gesù, nel contesto della festa ebraica dei "Tabernacoli", memoria ancor viva del tempo trascorso nel deserto, compie uno dei suoi segni: apre gli occhi di un cieco nato, usando l'acqua della piscina di Siloe ( che significa inviato) ingiungendo al cieco: " va a lavarti nella piscina di Siloe".

Anche in questo brano individuiamo il catechismo dei neo catecumeni: sono invitati a riconoscere Gesù inviato dal Padre; come profeta; dal cieco nato definito come " colui che viene da Dio" e lo proclama " Figlio dell'uomo e Signore ( appellativi del Messia ); e per finire " io credo, Signore!"

In questo brano sono descritte due tipi di cecità un tipo di cecità naturale e un tipo di cecità intellettuale ( quella dei farisei ) che si ostinano a rimanere ciechi perché rifiutano di riconoscere l'Inviato di Dio" come " Luce del mondo".


Revisione di vita

- Siamo di quelli, in famiglia e in società, che chiariscono le verità di fede a quanti sono titubanti o agnostici?

- Nella lotta quotidiana contro il divisore riusciamo sempre rinunciare, con decisione rimanendo fedeli ai nostri impegni battesimali ‘

- Ci dimentichiamo che siamo stati unti per essere sacerdoti, profeti e re?


Marinella ed Efisio Murgia di Cagliari.