Omelia (17-03-2002)
LaParrocchia.it
La gloria di Dio è l'uomo vivente

Viviamo, oggi, l'esperienza della disaffezione verso le 'cose di Dio': annusiamo ovunque e scorgiamo un mondo secolarizzato, che vive - annotava il Papa a Palermo nel 1995 - come se Dio non esistesse.

C'è, da un lato, un profondo senso religioso, una percezione quasi magica del fenomeno spirituale, e, dall'altro lato, registriamo stili e modelli di vita che relegano Dio alla sfera del privato, quasi un consolatore emotivo di un cuore vuoto e malato.

Eppure, ci ricorda S. Ireneo. "la gloria di Dio è l'uomo vivente"! E' così che inizia la Colletta di questa V Domenica del tempo di Quaresima. Un messaggio forte è contenuto: Dio è contento degli uomini che vivono e che vivono bene, che sanno vivere e desiderano vivere con intensità. Il suo Œsorriso' esplode quando Œvede' camminare gli uomini sui binare della vera vita... Dio ride quando gli uomini sanno danzare.

Chissà mai cosa sarà questa Œvera vità che il Dio di Gesù Cristo ama veder vivere nel cuore e nella mente degli uomini?


1. VIVERE LA VITA. Non è un canto, questa affermazione - sebbene sia un titolo di un canto -, ma è un invito intenso ed esigente.

Sembra proprio questo, indirettamente, l'invito che il profeta Ezechiele lascia trasparire dalle forti e certe affermazioni che racchiude la pericope del suo libro: "io apro i vostri sepolcri... riconoscerete che io sono il Signore... rivivrete".

C'è modo e modo di vivere la vita, questa Œmeravigliosa e drammatica vità - come annotava Paolo VI nel suo Testamento spirituale. Paura e confusione sembrano regnare, diffusamente e larvatamente, dentro e fuori di noi: il secolo che si è appena aperto ha spento l'entusiasmo della speranza. In tanti si evince un interrogativo: come sarà mai il futuro?

Ecco la risposta: Dio è per la vita, solo per la vita, sempre per la vita. Non c'è disperazione o dramma alcuno che possa arrestare l'entusiasmo di Dio per la vita e per tutto ciò che appartiene agli uomini. Dio scoperchia e frantuma i sepolcri freddi di un mondo apparentemente votato alla morte.

Perché credere? Perché Dio offre una speranza indescrivibile, capace di ribaltare le ottusità meschine e razionali delle tombe degli uomini. L'ha detto e lo farà!!!

Siamo capaci di avere tanta fede?


2. SOTTO IL DOMINIO DI GESU' CRISTO. I cristiani non hanno, purtroppo (!) memoria, ma celebrano quotidianamente un memoriale: dal costato di Cristo il sangue e l'acqua sgorgati hanno cambiato il volto della storia e, soprattutto, il cuore dell'uomo.

Chissà mai se ci ricordiamo di essere stati battezzati e che la nostra vita è stata immersa in Cristo e non siamo più noi che viviamo ma Cristo che vive in noi?

Il dominio che ci avvolge - e non ci schiavizza!!! - è quello dello Spirito: la dynamis (potenza) del Signore che sconfigge morte e peccato.

Siamo invitati, sto cercando di dire, ad una vita Œspirituale', cioè ad una vita che fa riferimento a tutto ciò che viene da Dio e che nobilita e trasforma la vita, le intenzioni e le scelte di noi uomini.

Il cristiano del futuro sarà un mistico, ha annotato qualcuno. Mi permetto di aggiungere che il futuro del cristiano sarà la sua consapevolezza di essere pervaso dallo Spirito di Dio: più sarà cosciente di questa identità Œspirituale' e più sarà uomo.

Sono pochi i cristiani Œspiritualì (sembra, formalmente, una contraddizione, ma non lo è!), coloro cioè che non confidano sulle lore sicurezze e sulla propria autoreferenzialità, ma si lasciano condurre - perché Lo cercano e Lo desiderano - dalla luce dello Spirito di Gesù? Vogliamo accantonare un desiderio così vero e così intenso che rende ciascuno di noi più Œvitale' e più entusiasta?

La memoria di ogni giorno è la gioia di questa verità!!!


3. LAZZARO VIVE. La Litrugia della Parola delle Domeniche di Quaresima tocca, oggi, l'apice della fede: in essa riscopriamo (o scopriamo) le radici della nostra adesione al Dio di Gesù Cristo. E' come se la Parola volesse accompagnarci, delicatamente e sapientemente, a capire le ragioni della fede: perché credere? perché aderire al Signore Gesù? Ha ancora senso costruire la propria vita su di lui? Quali positive garanzie ci offre una vita spesa e centrata sul Vangelo? E potremmo continuare...

Lazzaro è il rappresentante dell'uomo rannicchiato su se stesso, mentre Marta e Maria, avvolte nel loro pianto, fremono per una soluzione immediata del dramma esistenziale della storia: se fossi stato qui, nostro fratello non sarebbe morto!

Gesù rasserena tutti e incoraggia ad un'adesione sicura e interiore alla sua persona: io vado a svegliarlo!. E Lazzaro viene fuori dal sepolcro in cui gli uomini lo avevano posto... E torna a vivere. E la fede si rafforza: occorre credere in Gesù!

E' così difficile credere in Dio, oggi, perché lo si ritiene, erroneamente, l'uccisore della vita negli slanci di entusiasmo, di vitalità e di creatività che l'uomo, tenacemente, chiede di poter vivere: basti pensare alla stupida contrapposizione che, in questi giorni, circola nei laboratori scientifici quando si contrappone il pensiero di Dio sulla vita con le scoperte biogenetiche così disumane e disumanizzanti. Ci vuole mica un miracolo per farci capire che lì Dio non ha nulla da spartire? Eppure Dio passa, oggi, come il nemico della vita della gente...

E se, invece, imparassimo che a Dio piace l'aria pulita, la migliore che possa esserci per la vita degli uomini, forse impareremmo a capire che dove c'è lui c'è vita vera, vita piena, vita virtuosa, vita gioiosa, vita eterna... libera dal peccato e dall'angoscia.

E' questione di punti di vista: se Dio lo si considera cattivo è pur chiaro che se ne ricava un'idea distorta e opprimente, ma se Dio è visto come il Signore buono e misericordioso (cfr. il ritornello del salmo responsoriale), allora ne nascerà una fede forte e profonda ed un esuberanza di vita e di gioia che nessuno potrà toglierci.

Lazzaro non è morto, ma vive... perché Dio ama la vita buona!!!

Mio Dio, quando impareremo a vivere?!