Omelia (26-02-2023)
padre Paul Devreux


Abbiamo cominciato la quaresima, che è un tempo molto interessante dell'anno liturgico, perché è l'inizio della contemplazione della Passione di Gesù.

La prima lettura, della Genesi, descrive il nostro peccato; il desiderio di fare a meno di Dio, che ha come risultato il sentirsi nudi, cioè fragili e vulnerabili, perché se non mi fido del Signore e provo a fare a meno di lui, rimango solo, senza Dio.

Il Vangelo ci descrive le tentazioni che anche Gesù ha vissuto durante la sua vita. (Quaranta sta per una vita intera). Il tentatore è come il serpente. Si presenta sempre come un 'amico buono, che ti da ottimi suggerimenti.

Ecco il primo: «Se tu sei Figlio di Dio, di' che queste pietre diventino pane».
Che è come invitarlo a trasformare la realtà per risolvere tutti i problemi materiali. Sembra una proposta ottima. Eppure Gesù risponde: «Sta scritto: "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio"». Il pane è indispensabile, ma Gesù capisce che non basta. Tant'è vero che ci sono persone che pur avendo tutto, sono infelici. Abbiamo bisogno anche di un pane che dia senso alla vita.

Seconda tentazione: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: "Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra"». E' l'invito a dimostrare l'esistenza e l'amore di Dio tramite miracoli. Anche questa sembra una bella cosa. Gesù risponde: "Non metterai alla prova il Signore Dio tuo". E' bello ricevere segni dell'amore e della presenza di Dio, ma non posso pretenderli. Un rapporto basato sull'amore e sulla fiducia deve essere molto libero.

Terza tentazione: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». E' la tentazione di prendere il potere per imporre le sue idee. Anche questa sembra buona, ma non sarebbe il suo regno. Sarebbe un regno prepotente e violento come tutti gli altri. Gesù risponde: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: "Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto"». Scegliere Dio e adorarlo, significa fare le sue scelte. Significa scegliere di amare e servire.

Ma se il serpente o tentatore sono consiglieri così cattivi, che ti ingannano con proposte che sembrano buone ma poi si rivelano distruttive e fonte di infelicità, perché Dio non ce ne libera? Perché non lo incatena? Perché molto spesso sono parte di me. Fa parte della mia natura. Dio ci a fatti liberi. Qualcuno a detto che se Dio voleva farci fedeli e ubbidienti, si sarebbe fermato al cane. Ma lui ci ha voluti così e ci ama così. Certo, gli dispiace quando ci facciamo del male o lo facciamo ad altri, ma è il prezzo della libertà. Con questo non voglio negare l'esistenza di satana, ma attribuirgli la colpa dei nostri sbagli è molto comodo, e deresponsabilizzante. E' molto più serio affrontare i problemi fermandosi, pregando e confrontandosi.

E' bello vedere che anche Gesù è stato tentato, ma è anche bello vedere che con il suo aiuto, posso smascherare il male e vincere queste tentazioni.

I peccati, sono tutte quelle realtà che ci disumanizzano, che ci rendono bestiali.
Ascoltando lo Spirito, posso fare del bene ed essere sempre più umano e figlio di Dio.
Buona domenica.