Omelia (26-02-2023)
don Michele Cerutti
I punti deboli conosciuti dal demonio

Il tempo di Quaresima si apre davanti a noi e chiede il coraggio della continua conversione. Periodo dell'anno liturgico che porta a spingersi verso questa tensione forte a cambiare stile di vita sapendo che questo conduce inevitabilmente a un combattimento.

Il brano evangelico ci mostra con una icona classica di questa prima domenica ciò a cui siamo chiamati veramente nel nostro procedere come cristiani.

Chi si indirizza verso un cammino di fede sa benissimo che lungo il percorso è facile imbattersi in terreni aridi.

A Gesù capita che, dopo aver ricevuto il Battesimo da Giovanni, venga condotto proprio nel deserto.

Questo luogo è significativo dal punto di vista biblico e tanti riscontri ci vengono offerti dalle Scritture.

Nel deserto il popolo conosce il tempo dell'esodo dalla terra di schiavitù e qui Israele viene provato e deve confermare la sua fedeltà.

Osea parla di questo luogo come punto d'incontro tra Dio e il popolo d'Israele: "la condurrò al deserto e le parlerò al suo cuore".

Anche a noi è capitato di fare questa esperienza. Dopo traguardi importanti siamo stati provati e verificati nella nostra fedeltà al Signore.

Abbiamo ricevuto i sacramenti e qualcuno ha fatto dopodiché un periodo di distacco dalla vita della Chiesa per poi riscoprirla successivamente.

I nostri deserti possono essere anche i momenti di dubbio nella fede.

In tutti questi passaggi il demonio ci mette il suo zampino.

Su quali cose il divisore punta? Sono tre gli aspetti che interessano a Satana: 1. Rapporto con il materiale 2 Rapporto con il potere 3 creare disordini nelle relazioni.

Il brano evangelico mette ben in evidenza queste tre dimensioni.

Il demonio subito coglie il bisogno di Gesù che è rappresentato dalla fame. Questa occasione è utile per provare Dio: trasforma queste pietre in pani. Ecco l'aspetto materiale su cui agisce il divisore.

Non soddisfatto, l'invito si trasforma nella richiesta a Gesù di mostrare il suo potere buttandosi giù dal pinacolo del tempio e invitando così gli angeli a salvarlo. Ecco il secondo aspetto.

Abbiamo un terzo invito quello di inginocchiarsi a Satana stesso e riuscire così ad avere la giusta considerazione. L'aspetto di dominio relazionale viene allo scoperto.

Questi aspetti sono il perno del peccato originale. Il serpente invita a prendere il frutto dell'albero (possesso materiale) perché la proibizione è dovuta alla gelosia di Dio (mette in dubbio l'aspetto relazionale) perché cibandosi di quel prodotto sarebbero diventati come lui (aspetto di potere).

Davanti alle provocazioni del demonio Gesù non si mette a dialogare, ma utilizza la Scrittura che già Satana prende per motivare i suoi tentativi di depistare.

Il demonio è un conoscitore della Bibbia, ma la utilizza a scopo divisorio.

Gesù risponde dando alla Scrittura il suo registro giusto e mette a tacere il demonio stesso.

Non dobbiamo avere paura assolutamente dei nostri momenti difficili ciò di cui dobbiamo aver paura è farci trasportare nel dubbio in queste realtà che ci conducono lontani.

Il demonio è stato vinto e con questa consapevolezza continuiamo a camminare.

Leggendo questo brano evangelico il mio pensiero corre al Vescovo del Nicaragua Rolando Alvarez di 56 anni condannato a 26 anni di carcere per essersi rifiutato di imbarcarsi per gli USA e abbandonare il paese come richiesto dalla dittatura.

Nel mondo in cui si mette alla berlina un prete per atti gravi non si ha coraggio di parlare dei tanti che fanno il loro dovere con atti eroici.

Per questo Vescovo inizia un lungo deserto che lo condurrà a momenti di sconforto e attacchi del male. Sarebbe bello sostenerlo con la preghiera.

Questa quaresima segnata da tanti lutti e catastrofi naturali tenga vivo in noi anche l'attenzione a questi esempi viventi di fedeltà al Vangelo.