| Omelia (12-03-2023) |
| CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie) |
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Commento su Gv 4,5-42 René Karl Wilhelm Johan Maria Rilke, poeta drammaturgo austriaco, scrisse: "In me ci sono a un tratto tante menti, tutte assetate di seti diverse. Mi sento in mille punti gonfio e dolorante. Ma più di tutti in mezzo al cuore." Questa bellissima poesia ci introduce alla tematica di questa domenica quaresimale: l'Acqua, elemento trade union del dialogo tra Cristo e la Samaritana. Il racconto evangelico è un meraviglioso saggio di pedagogia e di psicologia in una progressiva scoperta del Signore, e riferisce dell'incontro di Cristo con quella donna di Samaria, in una rievocazione di memoria nella quale si precisano stagione, luogo, giorno e ora dell'incontro; Lui doveva passare per la Samaria e fermarsi al pozzo di Giacobbe, nell'area cittadina di Sicar, all'ora sesta, stanco, affaticato, assetato, Ecco la prima mossa di Cristo: l'attesa. E' poi, il sopraggiungere di una donna, samaritana, la richiesta di soddisfare di un bisogno: "Le disse Gesù: dammi da bere." Quello che sembra un bisogno diventa un'offerta di conoscenza alle curiosità della donna: "Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana? e poi ancora "Signore non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque quest'acqua viva?" Quante volte anche noi ci limitiamo a vedere i problemi superficialmente e cercare risposte immediate, pur coscienti della loro complessità? La donna, nella sua vita, non è mai stata dissetata dall'amore, pur avendo avuto cinque mariti e in quel momento un "non un marito"... quante volte, oggi, viviamo situazioni "insoddisfacenti" sentimentalmente e umanamente?...e rimaniamo con la bocca arida. Poi porta la donna su un piano più alto di riflessione alla sua esternazione: "Signore, vedo che sei un profeta." (che mi porta alla stessa esternazione tommasea di meraviglia: "Signore mio e Dio mio.") e Cristo pone il discorso su un piano di polemica religiosa e teologica: "E' giunto il momento, ed è questo, in cui veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e in verità. Dio è spirito e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità." E così pone una semplice risposta alle domande di fede, quando è una vera esperienza di incontro con il Cristo, come quella della samaritana, rivelando la sua identità: "Sono io, che ti parlo." Diceva Papa Giovanni Paolo II ai giovani: "E' lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa quello che trovate, è lui la bellezza che vi attrae, è lui che vi provoca quella sete di radicalità che non si permette di adattarvi al compromesso. È lui che suscita in noi il rifiuto di lasciarci inghiottire dalla mediocrità ". Questa è la salvezza: è come un'acqua pura, traboccante, dissetante ogni arsura, una inesauribile acqua sorgiva che non solo permette di non avere mai più sete, ma di diventare a nostra volta acqua che è capace di dissetare la sete di verità, di libertà e di amore di tanta gente che incontriamo fra le pareti di casa, nella corsia dell'ospedale, nella stanza dell'ufficio, per la strada o dalla parrucchiera, presso quelle pozzo di Sicar, là dove Cristo, il divino mendicante, chiede da bere e promette di dissetare. DOMANDA - Come singolo, come coppia, come famiglia, come comunità sono disposto a mettermi ogni giorno in discussione il mio stile di vita confrontandomi con il modello di Cristo?
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