Omelia (26-02-2023)
CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie)
Commento su Mt 4,1-11

Eccoci a un'altra Quaresima che pone come punto di partenza l'imitazione di Cristo, quindi non copiare, ma imitare la modalità di vita di Cristo, tentazioni comprese, perché Cristo fosse come noi e per noi.

Dal Vangelo di Matteo: "Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame."

E' da notare che Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, ossi accompagnato nel "vuoto", nel "senza riferimento", e lì lasciato solo, per quaranta giorni in un progressivo digiuno, e alla fine accettò di confrontarsi con le tentazioni, le tre tentazioni.


Dostoevskij presenta le tre tentazioni: la ricchezza opulenta, il facile successo, il potere con compromessi, ossia vivere nel mondo e con il mondo. La tentazione è uno strumento seducente, subdolo, molto sottile: ma in fondo che male faccio!!!

Leggendo Vittorio Bachelet ognuno di noi possiamo interpretare le tre tentazioni in forma sottile: la prima tentazione è quella dell'attivismo, l'agire, l'organizzazione, il moltiplicare iniziative, l'essere assillati solo dalla necessità di un successo visibili delle cose che si fanno e quindi considerare inutili, o per lo meno accessorie, quali la liturgia, la formazione, la riflessione culturale.

La seconda tentazione è quella dell'individualismo, per cui i giovani vivranno in una società diversa da quella in cui hanno vissuto coloro che dovrebbero educarli al senso del bene comune; anzi probabilmente vivranno in una società molto diversa da quella in cui oggi hanno incominciato a vivere. In una Società in cui spesso riesce a vincere il più forte, in una Chiesa in cui non poche volte si fa tanta fatica a convergere, in una Comunità in cui si è tentati a far prevalere lo spirito di parte, o al massimo s'arriva a fare la somma algebrica dei pareri e degli interessi, ma non la sintesi, occorre ricordare che il bene comune non è l'alternativa, ma la garanzia del bene personale, familiare e associativo.

Infine la terza tentazione è quella dell'efficientismo, che colpisce non solo i non credenti, ma forse ancor di più i credenti. Per costruire cieli nuovi e nuova terra non possiamo mai dimenticare che il materiale più pregiato è quello di scarto, perché "la pietra scartata dai costruttori, è divenuta testata d'angolo". La debolezza dei mezzi umani è forza agli occhi di Dio, come cristiani non possediamo ne sicurezza, ne privilegi, ma solo quella libertà che è propria dell'uomo amato da Dio e l'impegno a costruire il mondo in modo degno di questa vocazione.

E allora fidiamoci dello Spirito divino che sa, e saprà, accompagnarci in questi quaranta giorni e notti pieni di tentazioni e debolezze, sicuri che il Padre, e il Figlio e lo Spirito Santo sarà la nostra forza per essere imitazione di Cristo.


DOMANDA

- Come singolo, come coppia, come famiglia, come comunità ci impegniamo a mettere in discussione il nostro attivismo, il nostro individualismo e il nostro efficientismo, con atteggiamenti di umiltà caritatevole verso l'ultimo?


Claudio Righi