Omelia (05-03-2023)
don Michele Cerutti
Allenare lo sguardo

Una mattina mentre bevo un caffè in ospedale mi si avvicina Guerino (operatore ausiliario) non si capacita del male del mondo. Il diavolo agisce secondo lui e Gesù invece guarda e non interviene. Io insisto dicendo che dipende dal nostro sguardo ovvero pongo la domanda: Ma l'uomo guarda Gesù?

Guerino risponde che non cambia molto se lo guardiamo oppure no perché intanto il male agisce sempre.

Oggi il Vangelo in questa domenica che capita proprio nel mezzo della Quaresima e nel mezzo della confusione che c'è nel mondo ci dice proprio che dipende da come alleniamo i nostri sguardi.

Gli apostoli vivono anche loro nel disorientamento sono inviati in mezzo alle difficoltà del tempo. Erode ha ucciso il Battista e le folle affamate seguono Gesù e i discepoli si trovano impotenti davanti al bisogno. Per lo più Gesù annuncia proprio ai suoi apostoli che deve morire e da lì a poco inizierà il cammino verso Gerusalemme. La confusione tra i suoi regna sovrana.

Gesù stesso comprende il disorientamento e prende con sè Pietro, Giacomo e Giovanni.

Mi chiedo perché solo loro tre? Perché per loro vi sarà il momento di prendere responsabilità grosse. Pietro chiamato a edificare la Chiesa, Giacomo apre la lista dei martiri e Giovanni deve essere forte ai piedi della Croce per prendere in custodia la Madre.

Gesù prende questi discepoli per allenare il loro sguardo alla bellezza.

Il mondo oggi manca proprio di questo allenamento in mezzo alle difficoltà non alziamo lo sguardo e allora il male continua a propagarsi.

Pietro, Giacomo e Giovanni sono condotti su un monte dove assisteranno a un meraviglioso evento: la Trasfigurazione.

Sono chiamati ad allenarsi perché sul momento sono assopiti dalla stanchezza, ma quando nel torpore si svegliano davanti a loro si apre una scena meravigliosa. Gesù parla con Mosè ed Elia e si trasfigura tanto che le sue vesti diventano così bianche, che Marco nel suo Vangelo dice che nessun lavandaio le aveva rese così candide.

In mezzo al susseguirsi di eventi che sembrano donare poca speranza e tanta disperazione Gesù stesso ci offre la via: volgere lo sguardo su di Lui. La trasfigurazione è anticipo della risurrezione. In mezzo alle difficoltà della vita abbiamo una meta.

A tutti noi ci viene affidato il compito di credere in Lui ed ascoltarlo.

Il Padre irrompe nella scena e dice: "Questo è il mio Figlio prediletto. Ascoltatelo".

Noi tutti siamo come Guerino persone che vogliamo vivere la dimensione estatica della fede. Gesù ci sferza e Pietro, che vorrebbe cristallizzare la scena facendo delle tende, viene esortato a tornare laddove il Signore lo ha messo per realizzare in quei luoghi la trasfigurazione. Il male agisce Gesù ci lascia liberi e ci chiede di volgere lo sguardo vero su di Lui. Questo sguardo coinvolge l'uomo nella sua interezza (occhi, orecchie, bocca e cuore).

Prima poi ci riusciremo.