Omelia (12-02-2023)
don Lucio D'Abbraccio
Tutto possiamo fare con la Grazia di Dio!

Nel Vangelo abbiamo ascoltato che Gesù dice: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento». E, rivolto ai suoi discepoli, aggiunge: «se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli».
Come si spiegano queste parole dette da Gesù? In che cosa consiste questa «pienezza» della Legge di Cristo, e questa «superiore» giustizia che egli esige? Gesù lo spiega mediante una serie di antitesi tra i comandamenti antichi e il suo modo di riproporli.
Ogni volta, scrive l'autore sacro, Gesù inizia dicendo: «Avete inteso che fu detto...», e poi afferma: «Ma io vi dico...». Ad esempio: «Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio". Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio». E così per sei volte.
Questo modo di parlare suscitava grande impressione nella gente, che rimaneva spaventata, perché quell' «io vi dico» equivaleva a rivendicare per sé la stessa autorità di Dio, fonte della Legge.
Ebbene, la novità di Gesù consiste, essenzialmente, nel fatto che lui stesso «riempie» i comandamenti con l'amore di Dio, con la forza dello Spirito Santo che abita in lui. E noi, attraverso la fede in Cristo, possiamo aprirci all'azione dello Spirito Santo, che ci rende capaci di vivere l'amore divino. Gesù non dà importanza semplicemente all'osservanza disciplinare e alla condotta esteriore. Egli va alla radice della Legge, puntando soprattutto sull'intenzione e, quindi, sul cuore dell'uomo, da dove prendono origine le nostre azioni buone o malvagie. Accogliere la Legge di Dio nel cuore sta a significare, quindi, che, quando non si ama il prossimo, si uccide in qualche misura sé stessi e gli altri, perché l'odio, la rivalità e la divisione uccidono la carità fraterna che è alla base dei rapporti interpersonali.
Perciò, alla luce di questo insegnamento, ogni precetto diventa vero come esigenza d'amore, e tutti si ricongiungono in un unico comandamento: «ama Dio con tutto il cuore e ama il prossimo come te stesso» (cf Mt 22,37-39; Mc 12,30-31). L'apostolo Paolo, a tal proposito, scrive che «Pienezza della Legge è la carità» (cf Rm 13,10).
Mosè salì sul monte Sinai per ricevere la Legge di Dio, i «Dieci Comandamenti», e portarla al popolo eletto. Gesù, Figlio di Dio, è consapevole che non è facile vivere i Comandamenti. Per questo ci offre il soccorso del suo amore: Egli è venuto nel mondo non solo per dare compimento alla Legge, ma anche per donarci la sua Grazia, così che possiamo fare la volontà di Dio, amando Lui e i fratelli. Tutto possiamo fare con la Grazia di Dio!
Gesù oggi ci chiede di progredire sulla via dell'amore che Lui ci ha indicato e che parte dal cuore. Questa è la strada da seguire per vivere da cristiani. La Vergine Maria ci aiuti a seguire la via tracciata dal suo Figlio Gesù, per raggiungere la gioia vera e diffondere dappertutto la giustizia e la pace. Amen!