| Omelia (12-02-2023) |
| Omelie.org (bambini) |
|
Buongiorno ragazzi e buona domenica. Come avete bene ascoltato, il Vangelo di oggi è più lungo del solito e alcuni detti di Gesù richiedono particolare impegno per coglierne il significato. Siamo sempre nel discorso della montagna che abbiamo ascoltato due domeniche fa e, proprio attraverso questo discorso, l'evangelista Matteo vuole chiarire a noi che ascoltiamo quali sono le attitudini, le qualità necessarie per entrare nel "Regno dei Cieli". Sappiamo ormai bene che, questa espressione, l'evangelista Matteo la usa per dire Dio, allora entrare nel regno dei cieli significa entrare in comunione con il Padre, che è Dio, comportarci come figli, proprio come ha fatto Gesù. Quali sono allora queste attitudini, queste qualità che siamo chiamati a vivere? Se ci pensate, succede così anche nella nostra realtà quotidiana. Ad esempio, le attività sportive richiedono delle qualità necessarie per potere essere praticate, come l'impegno, la costanza, la fedeltà, il senso di squadra... questi requisiti sono necessari per realizzare risultati positivi. La stessa cosa chiede Gesù a noi e a tutti coloro che scelgono di camminare insieme a lui. Insieme perciò vogliamo scoprire quali sono le cose importanti che il Signore ci suggerisce oggi. Queste cose le portiamo con noi per non dimenticarle, per farne tesoro durante la settimana, cioè per metterle in pratica. Uno degli elementi necessari per entrare nel Regno dei cieli è la Giustizia che, possiamo dire, è la parola importante, la parola chiave per tutto il resto del discorso. Quando l'evangelista Matteo parla di Giustizia intende dire, fedeltà, coerenza alla legge. Per spiegarmi meglio, come abbiamo già detto altre volte, significa fare la cosa giusta secondo quello che chiede il Signore. Ad esempio, se un ragazzo sa che deve comportarsi in un determinato modo, lo farà anche quando non è visto da nessuno, lo farà perché sa, o ha capito, che quell'atteggiamento è importante prima di tutto per la sua crescita, per la sua realizzazione come persona: proprio questo è fare la cosa giusta. Altra parola importante è il termine Compimento che Gesù usa per dire che non è venuto a cancellare la legge di prima, cioè la TORAH, la legge di Dio, ma per dare a questa legge e a quanto hanno detto i profeti, il pieno compimento. Compimento: questo termine può avere due significati. Il primo è "riempire", l'altro è "realizzare". È come dire che Gesù con la sua vita, i suoi gesti, le sue parole, realizza totalmente quella che è la volontà di Dio, la compie fino in fondo. Sulla croce, se vi ricordate, l'ultima sua parola è proprio questa: "Tutto è compiuto!". Allora noi capiamo che non è sufficiente ascoltare la Parola di Dio, ma bisogna compierla, cioè praticarla, realizzarla nella nostra vita. Ognuno deve capire il modo di metterla in pratica, il modo in cui esercitarla, proprio come ci si esercita per uno sport. Pensate a quanto tempo di allenamento ci vuole per praticare bene uno sport! E per andare alle olimpiadi? L'allenamento è importante, ci aiuta a diventare abili, ci aiuta a seguire i consigli dell'allenatore. Oggi vediamo che ci sono tre cose da praticare. Ascoltiamo: "Avete inteso che fu detto agli antichi: "Non uccidere"; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna". È come se Gesù dicesse: è stato detto così, ma io aggiungo ancora di più... e in effetti è proprio vero. Proviamo allora insieme a vedere qual è la prima attitudine da mettere in pratica. A me pare che non solo non bisogna uccidere l'altro, e il perché lo capiamo bene tutti, ma che dobbiamo avere sempre rispetto per l'altro, un amore rispettoso, mai offensivo nei gesti nelle parole, perché Gesù afferma che anche una sola parola può mortificare una persona. Se ci fate caso, nel termine "mortificare" c'è dentro l'idea della morte, per questo le parole cattive possono ferire e "uccidere" le persone. A volte purtroppo succede così anche tra amici! Provate a ricordare se è capitato qualcosa del genere nella vostra classe. A volte succede che sia un altro ad offenderci. Il Signore desidera che il nostro cuore non sia abitato dalla rabbia o dal rancore per l'offesa ricevuta, ma che diventiamo capaci di fare la pace per primi, anche con chi ci ha offeso senza ragione. È davvero grande questa cosa, non vi pare? Gesù afferma che Dio è contento se noi viviamo così, capaci di perdono sempre. Solo se siamo in pace con tutti gli altri il Padre ci riconosce come figli. L'altro atteggiamento che Gesù chiede è la fedeltà a un impegno preso e questa fedeltà riguarda il matrimonio. Voi direte: "Ma noi siamo ancora giovani e questa parola non ci riguarda!". Io dico invece che non è così. Tutti voi potete allenarvi già da ora ad essere fedeli agli impegni presi e ad allontanare da voi tutto ciò che impedisce di esserlo. Ad esempio, essere fedeli nello studio, fedeli nella pratica di uno sport, fedeli con gli amici, fedeli negli impegni in casa. Il terzo atteggiamento riguarda il giuramento nel nome di Dio. Vi ricordate, vero, che c'è anche una parola chiara nel decalogo: "Non nominare il nome di Dio invano" (cioè senza motivo). Infatti il nome di Dio deve essere pronunciato solo per la lode, per la preghiera, e mai usato in modo improprio. È come usare in modo sbagliato il nome della nostra mamma e del nostro papà. Questi nomi per noi sono cari perché il nome ci racconta il loro amore, la loro cura, tutto il loro bene. Così il nome di Dio. Ciò che chiede Gesù è la lealtà nel parlare. Il nostro "dire" deve essere sempre vero, al punto tale da non aver bisogno di giuramento. A volte, anche tra ragazzi, si usa dire: "Ti giuro, è così!" Il Signore ci ricorda che per lui è sufficiente che il "sì" sia davvero SI' e il "no" sia davvero NO. Oggi portiamo con noi questi tre atteggiamenti importanti, il primo la capacità di perdono, di fare la pace, di non rispondere mai al male con il male, il secondo la fedeltà a ciò che scegliamo nell'amicizia con Dio, con il prossimo e in tutto quello che facciamo, il terzo la capacità di essere sempre leali in ciò che siamo e diciamo. Buona domenica! Commento a cura di Piera Cori |