| Omelia (20-11-2005) |
| padre Paul Devreux |
|
Oggi festeggiamo Cristo Re dell'universo, e per quest'occasione la Chiesa ci propone una pagina di Vangelo che è veramente un annuncio valido per tutto l'universo, al di la' di tutte le confessioni religiose e umane. In questo Vangelo, attraverso la descrizione del giudizio universale, Gesù ci dice che la salvezza, cioè il vivere in comunione con lui per l'eternità, dipende dall'essere stato in comunione con lui in questa vita, non attraverso delle pratiche religiose, ma attraverso l'esercizio della carità. Questo è bellissimo e ci rivela sempre di più l'universalità della giustizia divina, perché non privilegia chi ha avuto la fortuna di nascere cristiano. Per cui nessuno può dire io sono di Paolo o io sono di Pietro. Davanti a Dio siamo tutti uguali. Gesù non poteva fare un discorso più ecumenico e universale di questo: "Sarete giudicati sull'amore". Questa è la sintesi, e questo lo rende Re dell'universo e non solo dei Cristiani. E' bellissimo pensare che ci sono persone che si affannano per essere salvate, e non lo sono, e altre che non ci pensano proprio, e lo sono. E' bello anche pensare che qualcuno entrerà semplicemente perché sarà considerato fratello del re perché piccolo, e questi saranno gli affamati, i poveri, i malati, i carcerati. |