| Omelia (13-11-2005) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Commento a Mt 25,14-15 Dalla Paola del Giorno "Un uomo, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì.". (Mt 25,14-15) Come vivere questa Parola? Nella parabola dei talenti Gesù racconta di un uomo che, in procinto di partire, consegna il suo patrimonio ai servi. A ciascuno secondo le sue capacità. Con uno scopo: che li facciano fruttificare. Oggi diremmo, che facciano un buon investimento. Consideriamo due aspetti di questa vicenda. Innanzi tutto la fiducia che questo padrone dà ai servi. Una fiducia piena ma equilibrata. Li guarda bene in faccia prima di consegnare loro il denaro. Ne coglie le capacità e si regola di conseguenza. Dunque fiducia sì, ma con avvedutezza e nel rispetto delle effettive possibilità dell'altro. E ancora: al suo ritorno offre ai servi una ricompensa che appare gratuita e oltre misura. Perché? Semplice: uno schiavo non ha diritto ad alcuna ricompensa. E tali erano i servi, elevati ad amministratori solo per la generosità del loro padrone. Cosa vuol dirci Gesù? Dio si fida di noi e ci affida "i suoi beni", il suo patrimonio genetico, che è l'amore, perché possa fruttificare in noi e attraverso di noi, per la crescita del regno. E lo fa con rispetto, soppesando bene le nostre effettive capacità, senza pretendere nulla che vada al di là delle nostre forze. Non solo: per la sovrabbondanza del suo amore e senza alcun merito da parte nostra, ci promuove continuamente chiamandoci ad essere "buoni amministratori della sua grazia multiforme" (cfr. 1Pt 4,10). Ciò detto, non risulta allora ingrato da parte nostra l'agire come quel servo che per vigliaccheria nasconde il talento sotterra? Oggi, nel mio rientro al cuore, chiedo al Signore la forza di dissotterrare i talenti che per paura o per comodo ho nascosto nella terra del mio cuore. Investi ancora su me, Signore, offrendomi la tua fiducia, anche se finora ho sciupato molte occasioni, ripiegandomi su me stesso per paura di non farcela, di sbagliare, di non ottenere il massimo. Liberami dall'ansia della riuscita e concedimi la serenità dell'abbandono totale in Te. La voce di un grande mistico Abbi una continua fiducia in Dio, stimando in te e nei tuoi fratelli quello che più stima il Signore, cioè i beni dello spirito. San Giovanni della Croce |