Omelia (13-11-2005)
padre Paul Devreux
Commento a Mt. 25,14-30

Ciò che distingue maggiormente questi tre servi non è il fatto che due mettono a frutto i loro talenti mentre l'ultimo lo nasconde. Ciò che li distingue è il rapporto che hanno col padrone. Due vedono in lui un Padre buono, uno vede nel padrone un tiranno cattivo. Il resto sono solo conseguenze di questa realtà. I primi due si sentono stimolati ad agire e non hanno paura del padrone perché lo conoscono; si fidano del suo giudizio e della sua proposta, mentre l'ultimo è condizionato solo dalla paura che lo paralizza.

Il peccato è esattamente questo; è il peccato di Adamo che non si fida più di Dio per cui il suo rapporto con lui viene sconvolto e il paradiso diventa inferno.

Alla resa dei conti, i primi due sono contenti di fare vedere ciò che hanno fatto e di riconsegnare il tutto. Da notare che non chiedono la percentuale per il lavoro fatto perché vivono della fiducia ricevuta, sanno che l'amore che li ha amati non li abbandonerà mai.

Il terzo riconsegna il talento. Considera il padrone cattivo ed esigente. Con il suo atteggiamento lega le mani alla generosità del padrone, che non può fare altro che prendere atto della situazione. Quest'uomo è già nelle tenebre. Pensa: "Dio è cattivo, il suo dono potrebbe essere la mia rovina, devo difendermi!".

E' triste per il padrone vedere che non può fare nulla per quest'uomo che si chiude e si ritrova solo, accecato dalla menzogna. L'ogni potenza di Dio umiliata dalla durezza di cuore dell'uomo. Che Passione.

Alla fine dell'anno liturgico è importante che ognuno di noi faccia il suo bilancio per provare a capire che tipo di immagine di Dio sta crescendo in me.

Se ho una buona immagine di Dio, capisco che non ha senso provare a salvarmi perché ci pensa lui. Altrimenti è chiaro che avrò tendenza a difendermi. Segno che ho una cattiva immagine di Dio è per esempio se mi capita di dire: "Io non faccio del male a nessuno". Questa è una frase tipica di chi sente il bisogno di difendersi da questo Dio. Se invece ho scoperto il Dio Padre buono e misericordioso, la domanda ricorrente sarà: "Cosa posso fare per gli altri?".

Una comunità vive la dove c'è chi osa tirare fuori i propri talenti senza lasciarsi condizionare dall'invidia e dalle critiche. Il fatto che qualcuno osa fare del bene è il segno che ha scoperto l'amore di Dio, mentre le cattiverie e i veleni sono il frutto del peccato.

Signore aiutaci a fare discernimento e a continuare il nostro cammino di scoperta del Dio di Gesù Cristo.