Omelia (06-11-2005)
don Marco Pratesi
Nell'attesa della sua venuta

L'anno liturgico volge verso il suo termine, e la liturgia incomincia a orientare il nostro sguardo verso la fine della storia e il ritorno del Signore.
La parabola che abbiamo ascoltato appartiene al discorso escatologico, nel quale Gesù dà un serie di insegnamenti sull'"escatologia", cioè le cose ultime e definitive della storia.
In questa parabola il giudizio è rappresentato dall'incontro con lo sposo: le ragazze avvedute ci sono, quelle sprovvedute no, sono altrove.
Il giudizio di condanna è presentato quindi come un incontro che non ha luogo. Non c'è incontro. "Non vi conosco", dice lo sposo affacciato allo spioncino***. "Conoscere" nel senso forte di essere in rapporto vero, avere un legame personale. Lo sposo-giudice prende semplicemente atto di una mancanza di comunione, riconosce una distanza profonda.
L'opposto, evidentemente, vale per le ragazze avvedute, figura dei salvati. Non occorre, a mio giudizio, vedere nell'olio una virtù particolare. L'olio simboleggia l'atteggiamento che, al di là delle buone intenzioni - che tutte e dieci le ragazzine hanno -, rende possibile l'incontro. Avere olio significa essere in un atteggiamento che rende possibile l'intesa. È dunque l'atteggiamento complessivo di fondamentale sintonia col modo di essere del Signore.
Nessuno può acquistarlo da altri. Lo si deve avere in proprio. Devo acquistarmelo io, non posso delegare altri. Perché dinanzi allo sposo quello che conta è il mio intimo, il cuore, al tempo stesso frutto e radice delle mie scelte e della mia storia, del mio (dis)impegno e del mio rapporto con Gesù.
Lo sposo verrà alla fine, ma viene tutti i giorni, specialmente in alcune occasioni forti. Accogliamolo ora, subito: è questa la migliore preparazione ad incontrarlo quando tornerà alla fine della (nostra) storia. Questo il vigilare nell'attesa della sua venuta.

All'offertorio:
Pregate fratelli e sorelle perché questo sacrificio ci renda vigilanti nell'attesa del Signore, e sia gradito a Dio Padre Onnipotente.

Al Padre Nostro:
Chiediamo al Padre che venga il suo Regno e arrivi lo Sposo della Chiesa: