Omelia (13-11-2005)
don Remigio Menegatti
Beato chi cammina nelle vie del Signore (220)

Per comprendere la Parola di Dio alcune sottolineature
La prima lettura (Pro 31, 10-13. 19-20. 30-31) presenta come la saggezza popolare illustra la vera bellezza della donna. Non sono gli ornamenti esterne, come le perle, a renderla davvero importante: il suo impegno, la tenerezza e prudenza, la sua operosità in casa e la generosità verso i poveri, sono i doni preziosi che porta in dote per rendere felice il marito. La donna che a tante qualità umane unisce anche la fede – "teme Dio" – è veramente degna di lode.
Il vangelo (Mt 25, 14-30) presenta la parabola dei talenti: un ricco signore affida ai suoi collaboratori (data l'ingente cifre non si può pensare ai semplici domestici) delle somme considerevole. Chi è saggio, comprende la fortuna che ha a disposizione, e riesce a sfruttare questa ricchezza, che poi, alla fine della storia, si ritroverà nelle mani come sua proprietà. Vale proprio la pena esser saggi!

Salmo 127
Beato l'uomo che teme il Signore
e cammina nelle sue vie.
Vivrai del lavoro delle tue mani,
sarai felice e godrai d'ogni bene.

La tua sposa come vite feconda
nell'intimità della tua casa;
i tuoi figli come virgulti d'ulivo
intorno alla tua mensa.

Così sarà benedetto l'uomo che teme il Signore.
Ti benedica il Signore da Sion!
Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme
per tutti i giorni della tua vita.

Il salmo dipinge un sereno quadro familiare: una famiglia felice, dove il marito è padre amorevole e lavoratore generoso, e la moglie è resa felice da molti figli.
Chi teme il Signore riceve in premio un vita felice, piena di soddisfazioni, e vede il frutto del suo lavoro. La benedizione della terra è una ricompensa che accompagna l'uomo che sa riconoscere il valore delle cose e soprattutto la potenza di Dio, che come Padre buono si prende cura dei suoi figli e non fa mancare loro quanto serve per una vita serena, e priva di sofferenza.
Il salmo si chiude con l'augurio di poter sempre godere della benedizione di Dio e di poterla condividere con il popolo dell'alleanza, qui rappresentato dalla città santa.

Un commento per ragazzi
Ci sono occasioni speciali, che non si ripetono facilmente; vale la pena affrontare un po' di fatica e raggiungere un traguardo impensabile. Può trattarsi della partita dell'anno, della vetta ormai vicina, della partecipazione a un evento artistico che non si ripeterà in futuro... Sono le occasioni della vita da prendere al volo; ben sapendo che un po' di impegno è comunque sempre richiesto.
Senza dubbio il terzo servo della parabola è quello che si è agitato meno, che non ha avuto pensieri circa la scelta compiuta: è rimasto sereno, pacifico, con il suo talento, in attesa di... forse non lo sapeva neppure lui cosa doveva aspettare! Forse conosceva la severità del padrone, le sue richieste esigenti, la sua determinazione. Forse ha semplicemente atteso che arrivasse la resa dei conti, preparandosi a subire un richiamo, che puntualmente è arrivato.
Forse non sapeva con chiarezza a chi era destinata quella somma ingente. Forse non sospettava che un eventuale impiego non avrebbe arricchito il padrone. Forse non sospettava che l'intenzione del suo padrone era di rendere felici, e ricchi, proprio loro, i suoi servi.
Servi, del resto, che godevano di una grande fiducia. Bastava pensare alla somma! Forse si è fermato a lamentarsi della responsabilità, dell'impegno richiesto, della necessità di doversi muovere.
Forse, forse. Ma non possiamo continuare con questi dubbi circa il terzo servo. Abbiamo delle certezze, e riguardano noi. Sappiamo bene cosa sono i talenti che Dio ci affida; conosciamo la destinazione finale: noi stessi. Ciò che facciamo di bene arricchisce chi lo riceve e certamente ci fa grandi davanti a Dio. Lui gioisce per noi, si entusiasma davanti alla nostra disponibilità, ci approva se siamo intraprendenti con quanto lui gratuitamente ci dona. Sappiamo...e non ci rimane altro che darci da fare. Per noi, prima di tutto. Per realizzare la nostra vita.

Forse a volte dimentichiamo il traguardo che ci siamo scelti, l'obiettivo prefissato da noi stessi.
Tutti volgiamo essere felici, trovare il senso e provare il gusto della vita. Gesù ci insegna a realizzare i nostri sogni, ci ricorda che è già posto nelle nostre mani ciò che ci rende felici. Si tratta di valorizzare le nostre possibilità, le qualità che abbiamo, vivendo al meglio le occasioni che la vita ci offre. Si tratta di avere una mente aperta e un cuore grande, e scoprire che il dono condiviso alla fine è molto più grande di prima, quando Dio ce lo ha concesso.

Un suggerimento per la preghiera
Signore, anche a noi, che siamo solo dei ragazzi, tu affidi "tutti i beni della creazione e della grazia" affinché "la nostra buona volontà moltiplichi i frutti della tua provvidenza". Ci coinvolgi in una grande storia, la storia della salvezza; una vicenda in cui ci vuoi protagonisti, capaci di giocarci le nostre doti e possibilità. Ti chiediamo anche noi "rendici operosi e vigilanti in attesa del tuo ritorno" perché anche noi desideriamo "sentici chiamare servi buoni e fedeli", desideriamo "entrare nella gioia del tuo regno".