| Omelia (23-10-2005) |
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Il comandamento dell'amore Cristo, di cui siamo i discepoli, ci ricorda oggi che il suo grande comandamento è quello dell'amore: "Ama Dio, Padre tuo; ama tutti gli uomini, tuoi fratelli". Questo comandamento riassume ed abbraccia tutta la legge evangelica: essa è essenzialmente, per non dire unicamente, una legge di amore. Il comando: "Amerai il Signore, Dio tuo". Dio si è rivelato al popolo ebraico come l'Emanuele, vale a dire come il Dio vivente e operante nella sua storia, che vuole non solo essere adorato, ma anche amato. E il Figlio suo si è incarnato nel seno della Vergine Maria per rendere ancor più evidente l'amore di Dio per l'uomo, e indurre così l'uomo a dare a Dio una risposta di amore, impegnando tutte le risorse del suo cuore. - Il segno: "Amerai il tuo prossimo come te stesso". Dio è invisibile: come possiamo sapere di amarlo? Il Signore ce ne indica il segno che non inganna, il segno infallibile: l'amore del prossimo. Egli considera infatti come fatto a se stesso, sia in bene che in male, tutto ciò che noi facciamo agli altri. Perciò amare gli altri vuol dire amare Dio. - La testimonianza: "Guardate come si amano". Quelli che sono estranei alla nostra fede giudicano il suo valore e la sua autenticità dal nostro comportamento nei riguardi degli altri. É di comprensione, di dedizione, di servizio? Ai loro occhi è la sola testimonianza valida: convince, conquista, supera ogni resistenza e penetra nei cuori. |