Omelia (23-10-2005)
don Mario Campisi
Principalita' dell'amore

E' importante, nella vita individuale come in quella comunitaria, richiamarci al fondamento, che è l'amore. E se la complessità della vita esigerà poi sviluppi e articolazioni fino a creare sistemi di morale con molteplicità di norme e regole, occorrerà richiamarsi costantemente al nucleo centrale della vita morale, che è l'atteggiamento di amore, cioè di accoglienza e di dedizione, nei confronti di Dio e nei confronti degli altri.

La tentazione dei farisei, di ridurre la morale a una serie di norme esteriori e di preoccuparsi solo dell'apparenza (strumentalizzandola per di più al servizio del proprio prestigio e del dominio sugli altri), è una tentazione costante per ogni appartenente a qualsiasi religione, tanto più per chi ha ruoli direttivi o per chi è assiduo osservante delle pratiche religiose.

Ci si preoccuperebbe in tal caso della fedeltà alle tradizioni esteriori, finendo col trascurare la vitalità dell'ispirazione interiore che le giustifica e le deve alimentare.

Proprio per vincere questa tendenza e questa tentazione il Vangelo di Matteo (c. 23) mette in guardia dal vivere la vita religiosa - nelle sue tre dimensioni di rapporto con Dio, con gli altri e con se stessi - con la prevalente preoccupazione di quel che penseranno o diranno gli altri, pregando agli angoli delle strade, facendo l'elemosina con tanto di pubblicità, ostentando i segni del digiuno.

Gesù invita a chiudersi in camera per pregare, a far ignorare dalla destra quel che ha fatto la sinistra, a profumarsi, perché la ricompensa sia cercata non dagli uomini ma dal Padre che vede nel segreto, cioè che valuta le reali intenzioni dello spirito.
Amare Dio è riconoscere il suo amore e fare la sua volontà. Di fronte alle immagini che noi ci facciamo di Dio, spesso a nostro uso e consumo, e alle troppe preghiere interessate, dovremmo sforzarci di conoscerlo così come lui si è rivelato, di riconoscere la sua volontà così come ce la manifesta attraverso la sua Parola.

Far conoscere la Bibbia, farla amare, farne sentire il desiderio e l'esigenza, dovrebbe essere una costante preoccupazione della nostra pastorale cristiana.