Omelia (16-10-2005)
LaParrocchia.it
Il cristiano e la politica

È una questione delicata, e spinosa, quella dei rapporti tra religione e politica, tra Chiesa e stato. Qualche principio ci permetterà di veder più chiaro in questa materia e di trovare la soluzione migliore ai problemi che possono presentarsi.

- Primo principio: Società civile e società religiosa, stato e Chiesa sono enti indipendenti uno dall'altro. Benché entrambi siano al servizio della vocazione personale e sociale dello stesso individuo, la loro ottica e i loro mezzi sono diversi.

- Secondo principio: In quanto figlio di una patria terrena, il cristiano ha il dovere di viverne la condizione, di osservarne le leggi, di obbedire al potere civile in ciò che è giusto. Deve servirsi di tutti i mezzi legali, voto, sindacati, stampa, per promuovere una società più giusta e più umana.

- Terzo principio: Il cristiano deve affermare la trascendenza e il carattere assoluto dei diritti di Dio, convinto che la loro violazione si fa sempre a danno dell'uomo, soprattutto del più debole. In caso di oppressioni e di persecuzioni, il cristiano deve opporsi alla violazione dei diritti di Dio da parte dei pubblici poteri, sia che limitino o sopprimano la libertà, sia che promulghino leggi contrarie all'ordine naturale o al diritto delle genti.

L'ideale sarebbe una perfetta intesa tra Chiesa e stato: quanto più efficaci sarebbero i loro interventi a favore dell'uomo!