Omelia (09-10-2005)
padre Paul Devreux


Dopo tre domeniche in cui vediamo questo Signore invitare tutti nella sua vigna, lavoratori occasionali, figli, vignaioli professionisti, oggi vediamo che invita pure la gente ad un banchetto di nozze per suo figlio Gesù. Proprio instancabile; le studia tutte pur di invitarci ad una qualche comunione con lui. Questa volta però si arrabbia perché il calice è colmo, perde le staffe. Vada pure per un rifiuto a lavorare, a collaborare, ma rifiutare un invito a nozze, che corrisponde ad accogliere il dono del suo figlio per me, è troppo.

A questo punto fa una scelta preferenziale, che sarà quella di San Francesco, di cui è ricorsa la festa in questa settimana, è la scelta della Chiesa di tutti i tempi: la scelta preferenziale ad accogliere i poveri, i bisognosi.

Ma chi è la sposa? Sembra che si tratta di una donna infedele, che lo cerca solo quando ne ha bisogno. Una che ci sta solo perché sa che è una famiglia ricca e potente. Ma quando non ha bisogno va con altri tranquillamente, senza farsi tanti problemi, e con la stessa tranquillità e disinvoltura torna a casa quando gli pare, come se lui avesse il dovere di accoglierla e di aiutarla ancora. Voi la sposereste una donna così? L'accettereste in famiglia per vostro figlio?

Eppure sia il padre che il figlio sono innamoratissimi di questa donna e sopportano tutto, tranne che il rifiuto di fare festa, di venire, di accogliere questo matrimonio con entusiasmo. Non si può non fare festa quando si vede uno disposto ad amare una donna così, che nessuno vuole, né si può venire alla festa senza l'abito nuziale, cioè con indifferenza. A questo punto il Signore perde le staffe, perché non può offrire di più.

Ma chi è questa donna?

Forse la Chiesa, oppure sono io.

Il Signore m'invita a nozze! Vi rendete conto? Bisogna fare festa.