Omelia (09-10-2005)
LaParrocchia.it
Invitati alla mensa del Signore

Dio ha stretto un'alleanza con l'umanità, per mezzo del figlio suo Gesù Cristo: con lui ha fondato una vera famiglia, nella quale tutti gli uomini sono invitati ad entrare, e che il Vangelo chiama: Regno di Dio.

Per suscitare in noi il desiderio di farne parte, Cristo lo paragona a un banchetto di nozze.

Dio ci invita:
- a un pranzo di nozze: siamo cioè chiamati alla felicità. Infatti in un pranzo di nozze regna la gioia e si dimenticano, almeno per un po', i dispiaceri e le preoccupazioni;
- alle nozze del suo Figlio: assumendo la condizione umana il Figlio di Dio ha, per così dire, sposato la nostra umanità, ha stretto con lei un patto, come il fidanzato con la fidanzata;
- la tavola è pronta e i cibi squisiti: sono tutti i benefici di Dio, il suo amore, la grazia del battesimo, il pane della parola e dell'eucaristia, la felicità eterna.

La veste nuziale, senza la quale si è esclusi dal banchetto, simboleggia le disposizioni necessarie per esservi ammessi:
- la pronta risposta all'invito divino: quanti purtroppo, sedotti dai beni terreni, chiudono l'orecchio alla voce di Dio;
- l'umiltà e la riconoscenza: è Dio che ci invita, senz'alcun merito da parte nostra. Entriamo nella sala non da conquistatori, ma con buona educazione e animo grato;
- la condivisione nella carità: anche se uno solo dei nostri fratelli fosse escluso per colpa nostra, l'ingresso al banchetto sarebbe certamente interdetto anche a noi. Il Regno di Dio è chiuso a chi non ha amore.