| Omelia (16-10-2005) |
| don Luciano Sanvito |
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In ascolto... - rito ambrosiano - Dedicazione della Chiesa Cattedrale per il rito ambrosiano Gv 10, 22-30. Carissimi amici, buon ascolto. E che questo ascolto giovi alla serenità della nostra anima. Il vangelo ci invita oggi a fare una bella passeggiata, a sentirci - come il re Salomone - regnanti sulla sapienza delle nostre opere, delle nostre parole e dei nostri pensieri. Ma per poter passeggiare sotto i portici del tempio della sapienza, occorre prendere coscienza di essere queste 'pecore' delle quali ci parla il vangelo: prezioso gregge. E quando dico: 'prezioso' non dobbiamo pensare all'oggi, ma riportarci a quel tempo, non tanto lontano da noi, nel quale il bestiame costituiva (come d'altronde oggi in Africa) la ricchezza concreta e la merce preziosa dell'uomo. Ecco, carissimi: noi siamo, se vogliamo, questa pecora preziosa che è un po' la moneta dell'umanità di oggi: preziosa a tal punto che nessuno ci rapirà dalla mano di colui che ci possiede come bene prezioso e che ci costudisce, come fa l'agricoltore, in quel recinto di difesa che pare proprio una 'banca' delle pecore. E che si fa' in questo recinto, in questo gregge? Si costituisce la preziosità, la merce preziosa dello scambio per l'umanità: la sapienza concreta, che è la realtà più preziosa di tutto, e che costruisce il tempio additato dal re Salomone. Dunque, noi siamo questa pecora preziosa che è come la moneta, il valore monetario della saggezza dell'umanità. E il vangelo ci invita a costruire il tempio sicuro e bello della sapienza, sotto i portici del quale, anche oggi, siamo invitati a passeggiare sereni, noi, e con gli altri che incontreremo, per dare speranza e gioia a questa nostra umanità. Carissimi amici, buona domenica. E che questo ascolto possa aver giovato alla serenità della nostra anima. |