| Omelia (02-10-2005) |
| Casa di Preghiera San Biagio FMA |
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Dalla Parola del giorno Io sono la vite, voi i tralci: chi rimane in me e io in lui porta molto frutto. Come vivere questa Parola? Queste parole costituiscono l'antifona al vangelo di oggi. Profumano di grappoli maturi! Sia la prima lettura che il vangelo hanno per sfondo (direi quasi per protagonista) la vite. Isaia, nella prima lettura, dice che Dio con tanto amore ha piantato la sua vigna, immagine di quel popolo di Israele con cui ha stretto l'Antica Alleanza. Ma il popolo ha deluso il Signore, La vigna, abbandonata a se stessa è diventata terra di "rovi". Dio si attendeva giustizia e gli uomini si diedero a spargere sangue. Aspettava rettitudine e il fratello si diede a opprimere il fratello. Nel vangelo poi la vigna diventa oggetto di cupidigia da parte dei vignaioli malvagi che, pur di averla in loro possesso, fanno strage di quanti il Padrone manda da loro. Prima uccidono i profeti e poi il Figlio stesso, l'Unigenito. E così, la vigna, emblema dell'antico popolo eletto, che si è ribellato al Signore della vigna, suo Dio, diventa ora l'immagine del Regno di Dio. E chi mai vi entra? Ecco, lo dice mirabilmente Gesù nel vangelo di Giovanni al capitolo 15, appropriandosi Egli stesso di questa bella metafora. È Lui la "vite vera". È Lui, infatti, il Re e il Regno dell'amore che non solo non opprime, ma vivifica. Non darà Egli stesso la propria vita? Ciò che importa è una cosa: oggi più che mai restare uniti a Lui. Come è unito il tralcio alla vite. Oggi, nella mia pausa contemplativa, visualizzo una bella vite con verdi pampini e grappoli rossobruni. Osservo un tralcio strappato dal vento, a terra, con incipienti grappoletti rinsecchiti. Quale tralcio sono io? Signore Gesù, mia vera vite e mia vita. Senza di te non posso fare nulla che sia valido per la gloria di Dio e il bene dei fratelli, ma in te fruttifico una vita bella e buona. Concedimi di vivere unito a te, insieme con te. Se questo avviene, tutto il resto sarà bene. La voce di un Padre della Chiesa Come a simboleggiare la nostra vita, la vite anzitutto infigge le radici vitali nel terreno e poi – essendo per sua natura flessibile e caduca – quasi con braccia e con viticci stringe ogni sostegno che raggiunge, su di esso si erge e si innalza. Ad essa assomiglia il popolo della Chiesa, che è piantato con la radice della fede e fatto crescere con la propaggine dell'umiltà. S. Ambrogio |