Omelia (02-10-2005)
LaParrocchia.it
La vigna del Signore

Nella parabola Cristo stigmatizza la condotta dei responsabili del popolo d'Israele, che con la loro infedeltà e la loro esosità, l'hanno distolto dalla sua vocazione messianica e mandato in rovina. Ma la vigna, amata da Dio, è anche la Chiesa, è il mondo, sono le famiglie, le parrocchie e ciascuna delle nostre anime.

Come coltivare questa vigna, per non cadere sotto l'anatema di Dio e del suo Cristo?

- Non dobbiamo considerarci i proprietari della vigna. Essa appartiene solo a Dio. Il solo padrone del mondo e di tutto ciò che vi si trova, beni materiali e spirituali, è Dio Creatore. Nulla noi abbiamo di proprio, e tutti i benefici di Dio sono assolutamente gratuiti.

- Impegnarsi a far fruttare la vigna. "Entrate anche voi nella mia vigna", ci incita Dio. Conta su di noi per valorizzarla. Dobbiamo lavorare sotto la direzione del suo Figlio, restando strettamente uniti a lui come il tralcio alla vite, utilizzando nel modo migliore i mezzi posti a nostra disposizione. Senza Cristo tutto si svalorizza, e i beni materiali diventano fonte di rivalità, di odio e di guerre.

- Dividere i frutti con i nostri fratelli. Se il Signore ci colma di benefici, se ci dà il dono della fede, se ci arricchisce, non è certo perché noi ne godiamo da soli, egoisticamente, ma perché ne facciamo profittare anche gli altri. Dobbiamo saper aprire il loro cuore alla bontà e all'amore di Dio.