| Omelia (02-10-2005) |
| Suor Giuseppina Pisano o.p. |
|
Il mio diletto possedeva una vigna Canterò per il mio diletto il mio canto d'amore per la sua vigna... Il mio diletto Possedeva una vigna Su un fertile colle... ( Isaia 5, 1 ) Anche Gesù, parla di una vigna fertile, ben curata, recintata ed affidata alle cure di vignaioli esperti; la parabola chiaramente riecheggia il i testo di Isaia, che era familiare a quanti ascoltavano; il discorso rivolto in modo particolare a quanti erano alla guida del popolo, contiene in sé, a grandi linee la storia del medesimo popolo, quello prescelto per l'Alleanza, e la Rivelazione, popolo amato e depositario della Promessa di salvezza, nonostante le ripetute infedeltà. Ad esso, Dio inviò i Patriarchi e i Profeti, simili a 'vignaioli esperti 'guide e maestri, ma la loro sorte fu spesso una condanna o la morte. Gesù lo sottolinea ancora, quando parla dei "servi inviati a ritirare il raccolto", servi lapidati o in altro modo uccisi, finché non fu inviato lo stesso figlio. Qui il discorso si fa più incisivo e diventa attuale di un 'attualità perenne: Gesù, infatti parla di sé. " Venne tra i suoi, dirà Giovanni. Ma i suoi non lo riconobbero.." " ..ecco l'erede- recita il testo- uccidiamolo e avremo noi l'eredità...". E' l'illusione dell'onnipotenza umana che vuol sostituirsi a Dio e vorrebbe rapinarlo dei frutti della creazione, compresa la realtà umana, specchio e gloria di Dio. E' l'opposto di quel che operò Gesù " il quale, pur essendo di natura divina non considerò frutto di rapina la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso facendosi simile agli uomini e, apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce .." ( Fil 2,6 ) L'uccisione " dell'erede " o fuori di metafora, ogni tentativo di cancellare Dio dalla nostra storia, non ha come frutto il conseguimento di un' ambita preziosa " eredità": l'uomo non diventa più grande senza Dio, né più libero, né più potente. La Storia, anche recente, anche quella attuale, ce lo ricorda ogni giorno; l'illusione dell'onnipotenza, l'esaltazione del potere illimitato in ogni campo, conduce spesso a danni ingenti, che coinvolgono l'uomo e, in certi casi lo stesso Creato. Il Figlio di Dio, che si è detto Figlio dell'uomo, solidale con noi fino a dare la sua vita per noi, è l'unico che ci doni la vera " eredità" che è l'adozione a figli di Dio, cittadini del suo Regno capaci di portare in Lui, come tralci nella vite, frutti di bontà, di giustizia, di misericordia e di pace, frutti di vita, e non di morte. Nella parabola, Gesù annuncia chiaramente la sua morte, ma non per la sconfitta, non sarebbe stata la fine " La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d'angolo, " Dalla morte e resurrezione di Cristo un'altra Vigna è germogliata ed è cresciuta, e un nuovo popolo canta incessantemente, nella Storia, l'antico canto di Isaia...canterò per il mio Diletto il mio canto d'amore.. è il canto della chiesa che presenta a Dio i frutti di santità che nascono dalla fedeltà al Figlio Redentore. La nuova vigna e la nuova costruzione dell'uomo e della Storia, fondata sul Risorto, sarà anch'essa, in novità perenne, canto di lode e di ringraziamento a Dio, che si leverà incessante da ogni angolo della terra dove è annunciata la parola di salvezza, che fruttifica per la vita eterna. |