| Omelia (02-10-2005) |
| don Luciano Sanvito |
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In ascolto... Carissimi amici, buon ascolto. E che questo ascolto giovi alla serenità della nostra anima. Il vangelo ci presenta la situazione dispersiva e disperata di una vigna, che dopo essere stata accuratamente fatta fruttificare dal suo padrone, ora che è affidata a dei vignaioli profittatori, sta andando in rovina. Tutti i richiami del padrone e i suoi messaggeri sono rifiutati, annientati. Ma sulle rovine di questa vigna il padrone ricostruisce la sua casa. I vignaioli omicidi saranno allontanati, e altri faranno fruttificare la vigna. Il richiamo è per noi, carissimi amici. Anche noi abbiamo la tentazione ogni giorno di annientare l'altro, di rifiutare la verità che ci viene incontro, e preferiamo approfittare a vantaggio di noi stessi, considerando tutto il resto una spazzatura. Non facciamo fruttificare i doni che ci vengono dati; li utilizziamo a pro di noi stessi e a scapito degli altri. Non siamo spesso anche noi profittatori, omicidi morali delle situazioni e delle persone? Quello che ci è dato ce lo accaparriamo per il nostro piacere, potere e godere: pensiamo a noi stessi, e non a far fruttare tutto per il bene comune, per crescere nella verità e nell'umanità, nell'amore. Ma ciò che noi scartiamo ogni giorno, miei carissimi, non è altro che la primizia della vigna rinnovata. Ma come è possibile questo? La potenza della verità è superiore a noi: quello che scartiamo, essa lo recupera, lo trasforma; quelli che noi eliminiamo, ce li rimette in piedi e in prima fila, a costruire la nuova umanità, quella vera, e non la nostra. Ed ecco che anche noi, allora, mentre rifiutiamo le occasioni e le persone, diventiamo nientemeno che i prossimi rifiuti della verità. Ma saremo da essa ripresi in considerazione, come coloro che da noi sono stati scartati, o faremo la fine dei vignaioli profittatori, e saremo solo allontanati? Cominciamo subito, carissimi, a rivedere le cose e le persone in questa vigna dell'umanità, cominciando da quelle che stiamo scartando, perché la nostra vita non vada verso l'allontanamento, ma verso l'incontro con quella verità, quella serenità e quella gioia che il vangelo ci sta augurando. Carissimi amici, buona domenica. E che questo ascolto possa aver giovato alla serenità della nostra anima. |