| Omelia (27-12-2020) |
| don Michele Cerutti |
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Nella liturgia romana nella domenica successiva al Natale siamo sollecitati a meditare l'icona della Sacra Famiglia per meglio addentrarci nel mistero alto dell'Incarnazione. Guardando Maria e Giuseppe stretti intorno al bambino Gesù comprendiamo, come cristiani, cosa si intende per noi la famiglia in un contesto come quello attuale che è caratterizzato da una confusione vera e propria di questo termine. Dal punto di vista sociologico il panorama familiare mette in evidenza alcune criticità che si stanno accentuando sempre di più. Siamo invitati, nella meditazione, a riflettere sulla pagina evangelica della Presentazione al Tempio. Aiutati da questo brano evitiamo generalizzazioni che possono essere fatte facendo una semplice fotografia della situazione famiglia oggi, ma riusciamo a vivere a offrire spunti per un rilancio di questa. Già nei primi versetti ci viene offerto lo stile della Sacra Famiglia che è quello di non considerarsi eccezionali e al di sopra di ogni consuetudine e regola. La Legge mosaica prevedeva che a 40 giorni dalla nascita il bimbo venisse presentato al Tempio e i genitori di Gesù si attengono a questa prescrizione. Gesù nel suo ministero pubblico lo aveva detto: "Non sono venuto ad abolire neanche uno iota della legge antica, ma a darne pienezza". Per tutti noi un aspetto importante da considerare ovvero la famiglia non è una isola a parte rispetto al contesto. Maria e Giuseppe non vivono la loro genitorialità come un privilegio esclusivo che esprimono con distacco. La famiglia chiamata a essere nella Comunità con un senso di appartenenza che cresce con la semplicità. I due genitori santi portano in dono due colombi giovani è la dimostrazione di una famiglia umile e che vive con dignità questa condizione. Lo stile semplice che caratterizza la vita familiare diventa stimolo per la crescita dei figli. Penso all'esempio della vita dei Santi. Penso a San Luigi Guanella, figlio del sindaco di Campodolcino, quindi nel paese una famiglia benestante, eppure nell'accoglienza che il padre e la madre fanno dei poveri che giungono in paese questo bambino attinge stimoli per la sua vita. Santa Teresa di Lisieux anche lei vive in una famiglia bene, ma dai genitori apprende lo stile sobrio che la caratterizzerà nella sua vita in convento. Questo modo semplice di vivere il contesto educativo aiuta i figli a crescere.
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