| Omelia (20-12-2020) |
| padre Antonio Rungi |
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Con Maria incontro a Gesù che viene La quarta domenica di Avvento p dedicata alla nostra mamma celeste, la vergine santissima. Dopo la solennità dell'immacolata concezione, nuovamente ci viene proposta la figura di Maria per preparare degnamente questo Natale 2020. E lo facciamo in ascolto del Vangelo di Luca, che ci racconta il momento dell'annunciazione dell'arcangelo Gabriele a Maria, con il susseguente momento di dubbio ed incertezza sulla nascita del futuro messia e la conclusione di questo dialogo con l'adesione piena e generosa di Maria al progetto di Dio, scelta dall'eternità ad essere Madre del Redentore del genere umano. Il cammino spirituale ed interiore di Maria in questo momento decisivo per l'umanità è sintetizzato dall'evangelista Luca in questo testo dialogico e spirituale intercorso tra il messaggio di Dio e la prediletta di Dio, la Vergine Maria. Riflettendo sul testo del Vangelo cerchiamo di immedesimarci nella mente e nel cuore di quella semplice fanciulla, appena sedicenne, che è chiamata a dare una risposta a Dio, subito, senza esitazione o ripensamenti, ma con il suo immediato si ed eccomi ai disegni di Dio. Primo atto dell'unica grande scena del mistero dell'incarnazione del Figlio di Dio è l'arrivo dell'angelo Gabriele, nella casa di Maria, a Nazaret, una città della Galilea, nella quale abitava questa vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. Entrando da lei, il messaggero celeste, come è prassi da sempre, in cielo e in terra, saluta Maria con queste consolanti parole: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te». Il secondo momento è il turbamento interiore di questa ragazza alla quale il Signore aveva inviato il suo messaggero celeste. La risposta di Maria fu appunto questo turbamento, perché non riusciva a comprendere subito questo saluto. Da qui l'angelo le ribadisce il messaggio: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio". E vai poi al contenuto principale e fondamentale di quella sua informazione: Ecco -dice senza mezzi termini - concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». Terzo momento di questa scena o dialogo tra cielo e terra. A questo punto Maria pone all'angelo la normale domanda di ogni donna che vorrebbe il dono di un figlio: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Pur essendo promessa sposa di Giuseppe, viveva nell'assoluta castità la coppia di promossi sposi. La risposta dell'Angelo non ammette dubbi e discussioni ulteriori. Infatti le dice che lo Spirito Santo scenderà su di lei e la potenza dell'Altissimo la coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio". Quarta momento quello dimostrativo della potenza di Dio: "Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile. Si conclude con una verità di fede assoluta: nulla è impossibile a Dio». E infatti, dalla creazione alla redenzione e alla parusia nulla sarà impossibile a Dio, in quanto è onnipotente e può fare tutto e riuscire in tutto. Di fonte a questo messaggio, la risposta di Maria è l'obbedienza e l'abbandono alla volontà di Dio. La piena di grazia, l'immacolata concezione, diventa la degna dimora per accogliere il redentore.
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