| Omelia (13-12-2020) |
| don Roberto Seregni |
|
Un profeta scomodo Giovanni era un profeta scomodo, un asceta lontano dagli schemi religiosi e dalle liturgie del tempio di Gerusalemme. Ma, leggendo con attenzione il vangelo, sembra proprio che lo Spirito Santo abbia preferito esplodere nelle parole del Battista avvolte di sabbia e silenzio, piuttosto che tra gli incensi e i sacrifici del tempio. Mi viene spontaneo pensare a tante persone incontrate in questi anni di missione. Tra polvere e povertà ho ascoltato parole e visto testimonianze di fede che mi hanno scosso e provocato. In questi anni ho capito che tra credere in Dio e fidarsi di Dio c'è davvero una bella differenza. I poveri sono stati i miei piú grandi maestri nel cammino della fede. Ed è proprio vero quello che dice il battista: "In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete". È vero: non lo conosciamo. Diciamo di amarlo, ma non lo ascoltiamo. Diciamo che lui è la nostra vita, ma chiudiamo la porta in faccia ai suoi figli prediletti: ai poveri, agli ultimi, agli abbandonati. Celebriamo l'Eucarestia, ma non facciamo nulla per trasformare la nostra esistenza in una vita eucaristica. Abbiamo le nostre priorità, i nostri obiettivi, le nostre mete e preferiamo che lo Spirito Santo non ci faccia perdere tempo e stia al calduccio nelle sacrestie. Spero davvero che questo Natale sia diverso, spero che Lui ci trovi attenti, desiderosi di accoglierlo e di rinascere. Che questo Natale sia tuo. Non lasciartelo rubare. |