| Omelia (13-12-2020) |
| Michele Antonio Corona |
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Davanti al Signore che viene tra noi: appianate le valli, raddrizzate la via La domenica del gaudio, dell'allegria, della felicità, della gioia. In ogni modo si dica siamo in una domenica in cui l'attesa è vissuta in modo positivo e rasserenante. Sembra un ossimoro, ma è così. Solo chi ama sa quanto sia bello che i giorni passino veloci quando si aspetta la chiamata o la visita della persona amata. Quella attesa è già pienamente allegria, è vivida di speranza, è pregna di ciò che l'interezza dell'umano desidera. È come lo sguardo del bambino davanti a una cosa che gli piace e assiste alla sua preparazione. La figura austera di Giovanni Battista si staglia nella pagina evangelica come il primo testimone del Cristo. Ancora una volta, come nel vangelo di Marco di domenica scorsa, si definisce voce che grida nel deserto. La voce si sente ma non si vede, si percepisce ma non si può toccare, eppure sappiamo che proprio dalla voce spesso riconosciamo qualcuno, ne individuiamo l'identità. Giovanni è voce che prepara al riconoscimento del Messia. Lui deve riconoscerlo e annunciarlo per dargli testimonianza. Il contesto è forense; per avvalorare la testimonianza è necessario avere inquirenti e un indiziato. Giovanni testimonia in modo deciso e pronto, ma senza rimanere nel teorico. Giovanni aiuta a evitare l'equivoco sulla sua persona e su ognuno che dirà di essere il Cristo: è l'ultimo paladino della lotta contro gli idoli materiali e spirituali. Quante volte incontriamo persone che si mostrano salvatori? Che amano ostentare la propria bravura per essere idolatrati? Non di rado ci imbattiamo in santoni di vario genere che desiderano essere osannati. Giovanni rifugge il pericoloso inganno, per sé e per gli altri, e si definisce voce. Tuttavia, a differenza di tante voci rumorose e confusionarie, Giovanni annuncia la via per accogliere il Cristo: Rendete dritta la via del Signore. Siamo abituati a sentire la citazione preparate la via oppure appianate la via. Il quarto vangelo invece ci ricorda di evitare di continuare a costruire tornanti e tortuosità che allungano la strada, la rendono faticosa, che sfilacciano il nostro procedere verso il Signore.
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