| Omelia (22-11-2020) |
| don Roberto Seregni |
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Il nostro Re Siamo alla fine dell'anno liturgico passato in compagnia di Matteo, un anno davvero speciale che non dimenticheremo facilmente... La prossima settimana inizieremo l'avvento che a Lima coincide quasi sempre con l'inizio del caldo torrido. I supermercati del centro sono già agghindati con i colori del Natale, le renne appese ai lampioni e la neve finta attaccata alle vetrine. Per strada ci sono 40 gradi e i babbi natale in canottiera e infradito urlano ai passanti indifferenti le ultime imperdibili offerte del mercato. Chi puó si permette il lusso di sbirciare i prezzi, ma la maggioranza continua il suo cammino. La recente crisi politica, che si aggiunge a quella sanitaria e economica, sta schiacciando nuovamente il paese. Penso alle famiglie delle mie comunità. Tantissimi volti si affacciano alla mia memoria e prego per loro mentre leggo e medito il Vangelo di questa domenica. Oggi festeggiamo il nostro re. Un re sorprendente. Un re che nessuno sarebbe mai stato capace di immaginare. Un re che viene non per essere servito, ma per servire. Un re che tocca gli intoccabili, che sceglie come suo palazzo regale la strada, che banchetta con peccatori, poveri e prostitute. Un re che entra a Gerusalemme in groppa a un asinello e lava i piedoni dei suoi discepoli. Un re che ha per trono una croce. Un re che si mette nelle mani tutti, dà la vita per tutti e perdona tutti. Un re che non compie le nostre attese, ma le stravolge completamente. Un re che nel giorno del giudizio ci farà una sola domanda. L'unica che conta. L'unica che puó dare peso alla vita dell'uomo. Quanto hai amato? Quanto hai amato oggi? Quanta vita hai messo in circolo? Quanta misericordia ha mosso i tuoi passi e le tue azione? Coraggio, cari amici! Non è mai troppo tardi per iniziare ad amare per davvero. Un abbraccio don Roberto |