| Omelia (08-11-2020) |
| CPM-ITALIA Centri di Preparazione al Matrimonio (coppie - famiglie) |
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Commento su Sap 6,12-16; Sal 62; 1Ts 4,13-18; Mt 25,1-13 Filo conduttore delle letture dell'Antico e Nuovo Testamento di questa domenica è la "Sapienza", oggi purtroppo caduta in disuso perché sostituita dal termine più moderno "intelligenza", sia questa naturale che artificiale. Tutti sappiamo che il termine intelligenza è riferito alla capacità di acquisire conoscenze da utilizzare in situazioni nuove, adeguando (o modificando, quando necessario) le strategie individuali alle caratteristiche dei problemi, agli obiettivi perseguiti e ai risultati ottenuti. Nella Bibbia si racconta che Salomone chiese per sé solo la "Sapienza" e che le venne concesso da Dio, poiché nella spiritualità ebraica il sapiente è il saggio che sa comportarsi adeguatamente nelle più diverse occasioni della vita, poiché conosce la Legge e vive conformandosi ad essa. Ed ecco l'esempio di questa sapienza è nel Re Salomone. Ci possiamo domandare come far combaciare la parabola delle dieci vergini con la Sapienza, e la risposta è semplice: sta nell'attesa dell'Eterno, ogni giorno. Un'attesa non passiva, soccombente alla fatalità, ma attiva, costruttiva, vigilante, che passa dall'ascolto, all'azione, ogni giorno. Un particolare poi della parabola che spesso passa inosservato, ma che fa la differenza, è: "...le sagge, invece, insieme alle loro lampade, presero anche l'olio in piccoli vasi." La differenza tra i due gruppi di donne (possiamo tradurle con il termine vergini, ragazze...) non è data dal fatto che le prime riescono a stare sveglie e le altre no; infatti il testo riporta: "si assopirono tutte e dormirono." La differenza è in quei "piccoli vasi di olio", che le "sagge" hanno provveduto a portare con sé, e che stanno a indicare che la fede (fiducia, credere) deve essere sapiente. Quindi l'olio quale simbolo dell'amore, dell'attenzione, del chinarsi sul prossimo, ma anche della responsabilità "autorevole" della propria posizione nel contesto sociale laico e religioso. Una parabola per niente romantica se osserviamo le risposte che danno le vergini sagge alle stolte: "Andate a comprarvelo!", oppure la risposta del Signore dietro la porta chiusa: "Non vi conosco"...a indicare che, se non si agisce con "sapienza", il cammino della vita familiare, sociale, religioso, si fa incerto, duro, difficoltoso, incerto, sofferto se non è supportato dall'olio continuo dell'attesa e accoglienza del Signore, il quale si manifesta in carne e ossa nel "prossimo", accanto e lontano a noi. Il Signore ci chiama a essere "amore" verso l'altro, ad attenderlo in noi nell'altro, nella relazione, nel confronto, nell'ascolto, magari anche "assopendoci" ogni tanto per la stanchezza umana, ma sapendo che il nostro olio sarà sempre abbondante per aiutarci a restare vigili e alimentare la lampada dell'attesa, grazie a quel "prossimo" che ci richiama continuamente alla coerenza, alla riflessione, alla saggezza nei piccoli gesti quotidiani di carità amore, in famiglia, nella coppia, nella comunità. Tra quelle dieci lampade delle vergini, sagge e non, però ce ne sono tre che dobbiamo tenere sempre accese: la Fede, la Speranza e la Carità...che potranno rimanere accese solo e sempre con l'olio della Parola di Dio, che è "Sapienza". E allora non ci sarà bisogno, al momento dell'incontro con Lui, di esclamare: "Perché, Signore, hai tardato così tanto?!", ma sarà il momento di esultare, di dimenticare il passato, perché Lui è arrivato, è il Dio con noi, è l'Eterno che ci chiama nella sua luce, nel suo amore di Padre, Figlio e Spirito Santo, senza fine.
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