Più che di perdono, parliamo del dono della vita, impagabile.
Immaginate che io riesco a comprarmi un appartamentino per affittarlo. Dopo un mese spero di incassare l'affitto ma non arriva. Idem dopo due, tre mesi, e cosi via. Dopo un anno di questa storia è strano se mi arrabbio? Chi è il cattivo, io o quello che non paga l'affitto? Ebbene questa è la situazione di questo servo definito malvagio, perché a questo corrispondono più o meno cento denari.
E' chiaro che messo nel contesto della parabola, appare cattivo perché ingrato. Eppure quel servo sono io. Me ne rendo conto?
Proviamo a capire. Il Re è Dio. I servi siamo noi. Diecimila talenti si possono paragonare al debito pubblico dell'Italia. Io dico: "Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa". L'Italia non riesce a pagare il debito pubblico, e io da solo m'impegno a farlo, chiedendo al re di avere giusto un po' di pazienza con me! Vi sembro una persona normale? E' come se provassi a porre rimedio ad un omicidio; come faccio a pagare, cosa posso fare per ridare la vita a chi ho ucciso? E' impossibile.
Come posso io avere accumulato un debito del genere? L'unica spiegazione è che stiamo parlando del dono della vita, e non solo di quella ricevuta quando sono nato, ma del dono della vita che ricevo tutti giorni da Dio e dall'aiuto di tantissima gente che contribuisce al mio stare bene e che neanche conosco. E' vero che anche io faccio la mia parte, ma mi rendo conto di quanto ho ricevuto e ricevo? Di quello che sono oggi, quanto è merito mio e quanto ho ricevuto gratis?
Se ho l'atteggiamento di questo servo, che se la prende con l'altro malamente, è segno che non me ne rendo conto.
Signore aiutami a vedere il Dono di Dio, il Dono della vita. Fammi vedere che il perdono è un dono immenso, e che quando mi condoni il debito, divento ancora più debitore per via di questo dono, per cui alla fine, l'unica preghiera seria, non è quella di chiedere il perdono ma semplicemente dirti Grazie. Grazie Signore per il dono della vita.
Buona Domenica.