| Omelia (25-09-2005) |
| padre Romeo Ballan |
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In missione nel nome di Cristo Salvatore Riflessioni Ancora una volta, come domenica scorsa, la parabola di Gesù (Vangelo) parla di invito-comando ad andare a lavorare nella vigna, che in questo caso è un'azienda familiare. I protagonisti sono un padre e due figli, con un lavoro importante da realizzare assieme, in collaborazione. Questa scena agricola ci ricollega ad un altro invito di Gesù a rendersi conto della messe ormai matura: "Levate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura" (Gv 4,35). Si tratta di una messe abbondante, per la quale, purtroppo, gli operai sono pochi (cf Mt 9,37). Nella prossimità dell'ottobre missionario e della Giornata Missionaria Mondiale, è facile identificare la vigna della parabola con il mondo missionario, dove il lavoro per il Regno è proverbialmente immenso, mentre le forze disponibili – di persone e mezzi – sono esigue. Il comando del padre ai figli si ricollega all'invito che il sacerdote rivolge a tutti i fedeli alla fine di ogni Eucaristia ad andare in pace per compiere la missione. In latino si diceva: 'Ite missa est', che equivale a dire: 'Ite missio est'; cioè: 'Andate, è l'ora della Missione!' Il monaco Carlo de Foucauld, che prossimamente sarà proclamato Beato, avverte: "Ogni cristiano deve essere apostolo; non è un consiglio, ma un comando, il comando della carità". Davanti a questo compito, che è di tutti, interviene la responsabilità individuale di ciascuno, alla quale fa appello il profeta Ezechiele (I lettura) con l'invito ad agire "con giustizia e rettitudine" per vivere e non morire (v. 27.28), seguendo le vie e la verità del Signore (Salmo responsoriale), compiendo fedelmente la sua volontà. Il Signore invita tutti a lavorare nella sua vigna (Vangelo), che è il mondo, e attende da ciascuno una risposta personale (v. 28.30) e coerente. Già alla fine del primo secolo cristiano (circa 1900 anni fa!), S. Ignazio di Antiochia scriveva: "Meglio essere cristiani senza dirlo, che dirlo senza esserlo". Il nostro Padre buono non rifiuta i ritardi e accetta i ripensamenti; accoglie anche quelli che apparentemente sembrano i più indegni (i pubblicani e le prostitute, v. 31), se credono e si pentono (v. 32). Poiché Egli è un Dio tutto speciale, che rivela la sua "onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono" (Colletta). A fronte dei due figli della parabola con i loro Sì e No, c'è un terzo Figlio: Gesù, Figlio del Padre, che conosce e realizza una sola parola: il Sì di Dio per la salvezza dell'umanità (cf 2Cor 1,19). Il grandioso inno Cristologico di Paolo ai Filippesi (II lettura) è una contemplazione e una preghiera davanti al mistero di Cristo Gesù: è Dio come il Padre e lo Spirito, ma si spoglia, si fa servo obbediente, si umilia fino alla morte di croce. Ma Dio lo esalta al di sopra di tutti, fino al punto che ogni lingua del mondo proclama "che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre" (v. 11). Cristo non ha cercato "il proprio interesse, ma piuttosto quello degli altri" (v. 4): Egli, il Missionario del Padre, ha dato la vita per tutti; quindi, ogni cristiano, ogni missionario è chiamato a seguirne l'esempio, assumendo "gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù" (v. 5): amore, umiltà, compassione, dedizione di tutta la vita. Egli è la via della missione e della salvezza. * Parola del Papa * "La missione universale della Chiesa nasce dalla fede in Gesù Cristo... Nell'evento della Redenzione è la salvezza di tutti, 'perché ognuno è stato compreso nel mistero della Redenzione e con ognuno Cristo si è unito, per sempre, attraverso questo mistero' (RH 13). Soltanto nella fede si comprende e si fonda la missione". Giovanni Paolo II Redemptoris Missio, (1990) 4 Sui passi dei Missionari - 25/9: S. Sergio di Radonez (russo, 1313-1392), prima fu eremita, poi coltivò la vita comunitaria nel monastero della SS.ma Trinità a Mosca; ricercato come guida saggia. - 26/9: B. Luigi Tezza (1841-1923), sacerdote camilliano, missionario a Lima (Perù), fondatore delle Figlie di S. Camillo per l'assistenza ai malati. - 27/9: S. Vincenzo de' Paoli (1581-1660), sacerdote francese, fondatore della Congregazione della Missione e delle Figlie della Carità per la formazione del clero e il servizio dei poveri. - 28/9: S. Lorenzo Ruiz, di Manila, e 15 compagni martiri (sacerdoti, religiosi e laici) uccisi a Nagasaki (Giappone, 1633-1637), dopo aver evangelizzato nell'Estremo Oriente. - 28/9: B. Niceta Budka (1877-1949), vescovo, nato in Ucraina, missionario in Canada fra i cattolici di rito bizantino, morì in campo di concentramento a Karadzar, Kazakistan. - 29/9: Festa dei Ss. Michele, Gabriele e Raffaele, arcangeli, servitori di Dio e suoi messaggeri presso gli uomini. - 30/9: S. Girolamo (347-420), sacerdote e dottore della Chiesa, contemplativo e penitente, esimio studioso e traduttore della Bibbia, morì a Betlemme. - 1/10: S. Teresa del Bambino Gesù (1873-1897), carmelitana del convento di Lisieux (Francia), dottore della Chiesa; patrona principale delle Missioni. |