Omelia (30-08-2020)
don Roberto Seregni
Rinnegare l'uomo vecchio

Davanti alle parole di Gesù, i sogni di Pietro e dei discepoli si sgretolano come castelli di sabbia al sole. Loro sono davvero convinti che Gesù sia il Messia atteso, le sue parole e i suoi gesti non lasciano dubbi. Ma la prospettiva della passione e della croce manda tutto in frantumi.
Pietro non accetta, non capisce e vuole insegnare a Gesù come fare il messia: "Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai". L'ex-pescatore di Cafarnao si oppone e suggerisce una via diversa. Ma Gesù, senza esitare, ricorda a Pietro qual è il suo posto: "Dietro a me".
In questa espressione possiamo identificare l'essenza del discepolato: camminare dietro al maestro, lasciarsi guidare. Quella del discepolo è una esistenza caratterizzata dalla fiducia, dall'abbandono e dalla leggerezza.
La proposta di Gesù è chiara: seguirlo è rinnegare se stessi e prendere la Croce. A volte questa affermazione di maestro non è stata interpretata correttamente. Rinnegare se stessi non significa disprezzarsi o pensare che questa vita serva solo a meritarsi la vita futura. Gesù non vuole trasformare la nostra esistenza in un sacrificio di tristezza e grigiore.
Rinnegare se stessi significa cambiare il centro della vita: non piú me stesso ma Dio. Dobbiamo rinnegare il nostro egoismo, le nostre chiusure, le logiche di possesso e di sicurezza. Dobbiamo rigettare la nostra indifferenza, pigrizia e superficialità. Paolo direbbe che ci dobbiamo spogliare dell'uomo vecchio e rivestirci dell'uomo nuovo (cf Ef 4,22-24).
Coraggio amici, liberiamoci da tutto ció che ci invecchia e dalle abitudini che ammuffiscono l'anima e il corpo. Lasciamoci guidare dalla parola di Gesù per rinnovarci e rivestirci dell'uomo nuovo.

Un abbraccio
Uniti nella preghiera
don Roberto