| Omelia (23-08-2020) |
| padre Antonio Rungi |
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Chi dice la gente che io sia? La liturgia della parola di Dio di questa XXI domenica del tempo ordinario è tutta incentrata sulla professione di fede di Pietro. Da questa professione parte una nuova visione di Chiesa e una nuova missione del mondo. Il testo del vangelo, infatti, ci ricorda quello che avvenne a Cesarea di Filippo e come Gesù sia vivamente interessato a sapere che cosa pensasse di lui coloro che lo avevano incontrato. Quella gente senza nome e senza volto che chiaramente non poteva entrare nel mistero del Figlio di Dio. Le risposte furono tante, ma nessuna di esse arrivò al centro dell'identificazione del Messia. Giovanni Battista, Elia, Geremia, altri profeti non erano il Cristo, solo Gesù è quello che Pietro professerà e dirà apertamente davanti alla domanda posta da Gesù agli apostoli. Voi chi dite che io sia, dal momento che la gente non lo sa. A questo punto risponde Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Gesù apprezza la definizione che Pietro ne da di Lui, ma subito aggiunge: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli". Quello che Pietro ha detto è un dono dello Spirito, non è sua bravura intellettuale o intuitiva. A questo punto acquisita la fede di Pietro e del Gruppo dei Dodici, Gesù si rivolge proprio a Pietro egli dice: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». Il mandato della misericordia divina è accordato ed assegnata alla Chiesa nella sua interezza. Lei sarà, sotto l'egida dello Spirito Santo la casa della misericordia. Il legare e sciogliere sta proprio in questo e da questo si parte per arrivare oltre i confini temporali e guardare al cielo con occhi diversi. Ma Gesù non è contento che Pietro ha confessato la fede in Lui, ecco perché ordina una cosa importante: di non dire ad alcuno che egli era il Cristo. Perché non pubblicizzare la sua identità. Chiara la risposta: Gesù attende da ognuno di noi la professione della vera fede in lui. La fede dono personale richiede una risposta personale. Siamo in grado di arrivare a questa risposta convincente per noi stessi e per gli altri.
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