| Omelia (18-09-2005) |
| don Luciano Sanvito |
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Omelia del diavolo ai suoi compari Fedelissimi miei seguaci, non lo avete sentito anche dal vangelo? C'è sempre uno scontento: lavorano tutti, ma tutti che si lamentano. Fanno il bene, e poi se lo invidiano l'uno all'altro. Non è questa una mossa a nostro favore, miei amatissimi? E quel Padrone, chi lo ama? Nessuno! Amano tutti le loro paghe e i contributi e gli interessi e le ore lavorative che devono essere conteggiate...e chi lo vede più il Padrone? Non è anche questa un'occasione a nostro vantaggio? Istigate quindi, istigate sempre e di più, perché si guardino tutti gli uni e gli altri in cagnesco, come spesso stanno già facendo adesso, perché vadano cercando le loro utilità e nulla più. E non andate prima verso chi sta ad oziare: andate piuttosto a cercare i grandi lavoratori della vigna, quelli che da tanto e tanto sono dentro e ci danno dentro: lì troverete i nostri migliori compagni, i nostri complici. Il lavoro li ha tanto insuperbiti che dal bene ricevuto ora sono diventati i padroni del bene, i gestori a svantaggio degli altri e avvantaggiando solo se stessi: non si accorgono ancora che stanno facendo il nostro lavoro. E voi, suggerite loro che sono bravi, che stanno facendo il bene, che non hanno difetti, ma sono perfetti: accoglieranno questi consigli, e faranno crescere la nostra vigna, e non quella. E se il Padrone farà qualche mossa non prevista, mettete loro in mente che quella è solo ingiustizia, non rispetto dei patti e delle convenzioni; fate in modo che essi ragionino sempre e solo con le regole e le leggi che hanno, non fateli mai uscire da esse, perché potrebbero intuire qualche altra cosa del Padrone: no, che questo non sia mai! E ora, fedelissimi, andate: partire dal loro cuore, e al cuore colpite! Fate uscire da loro le realtà più nascoste: le invidie, le superficialità, le contrarietà...ma sopratutto innalzate fino alla superbia la bontà del loro fare, del loro pensare e del loro dire: saranno in grado di sgretolare il regno del Padrone, cominciando proprio dal loro cuore! E ritornate presto, miei fidati, con qualcuno che lavori nella nostra vigna! |