| Omelia (23-08-2020) |
| don Roberto Seregni |
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Scavare nel cuore Gesù era un maestro completamente diverso da suoi colleghi del tempo, almeno su questo punto i dodici erano d'accordo. La sua persona, le sue parole e la sua vita erano avvolte da un fascino indecifrabile e sorprendente. Non tanto e non solo per i suoi miracoli, ma per la sua simpatia per gli ultimi, i poveri, gli ammalati e gli esclusi. Gli altri maestri stavano seduti nelle loro scuole a insegnare, ma Gesù stava per strada, entrava nelle case della gente, toccava gli intoccabili e parlava con tutti. Senza dubbio, piú di una volta, i discepoli si sono interrogati sull'identità del loro maestro, ma nessuno ha avuto il coraggio di lanciargli la domanda. Cosí, Gesù, per liberare i dodici dal labirinto dei loro interrogativi, decide di prendere la palla al balzo. "La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo?". La prende un po' alla larga. Il Maestro è saggio, e sa che l'opinione della gente è importante. Tutti hanno colto la sua grandezza, ma lo riducono a qualcosa di già noto e conosciuto, non riescono a cogliere la sua novità. Lo vedono come una riedizione di uno dei profeti. Dopo aver smosso le acque, il maestro affonda il colpo: "Voi chi dite che io sia?". La risposta di Pietro è magistrale, ma incompleta. Infatti, dovrà fare i conti con la passione e la croce. Le sue aspettative si frantumeranno e il povero Pietro dovrà ripetersi la domanda di Gesù e scavare nelle profondità del cuore per trovare una risposta. Non solo una risposta giusta, ma una vera, sincera, personale e autentica. Non basta rispondere con una bella formuletta imparata a catechismo. La vita ci mette alla prova e la fede deve crescere insieme a noi, lasciarsi purificare e provocare dalla storia e dagli eventi che stanno segnando indelebilmente le nostre vite. Coraggio amici, lasciamoci provocare, cerchiamo risposte nostre, apriamo gli occhi, scaviamo nel cuore, invochiamo lo Spirito e aggrappiamoci alla Croce. Un abbraccio don Roberto |